ORO 4X400, ARGENTO 4X100, BRONZO BENCOSME!

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Trionfo tricolore nell’ultima giornata dei Campionati Europei Juniores a Tallinn. Tricca, Danesini, Rontini e Lorenzi conquistano il titolo europeo con la staffetta con il record italiano, le ragazze della 4×100 centrano l’argento, mentre l’ostacolista raggiunge il bronzo nei 400 ostacoli. Gran finale per l’Italia!

Due medaglie che ti aspetti, ed un’altra meno prevedibile, per lasciare l’Estonia con il sorriso sulle labbra ed un bottino di metalli rimpinguato nella giornata finale di questa rassegna continentale, che porta l’Italia al nono posto nel medagliere.

Impeccabili ed esaltanti i quattro moschettieri azzurri alle prese con i favori del pronostico nella staffetta del miglio: Michele Tricca, Paolo Danesini, Alberto Rontini, Marco Lorenzi, hanno interpretato nel miglior modo possibile la loro gara, dimostrando compiutamente il loro valore. Sono loro adesso i campioni d’Europa di categoria, le promesse su cui costruire un roseo futuro per l’atletica italiana. Intanto godiamoci questa gioia, costruita su una frazione mostruosa di Michele Tricca, proseguita sulla regolarità di Danesini e Rontini, e conclusa sulla progressione finale di Marco Lorenzi, alle prese per qualche istante con il pericoloso rientro del russo Uglov.

Ma il vantaggio era davvero cospicuo, e poi la sete di vittoria di Lorenzi ha fatto il resto: quarto nella gara individuale, quest’oro non lo voleva perdere, ed ecco le energie per materializzare il trionfo di un quartetto straordinario, capace di chiudere in 3:06.46, per cancellare un primato italiano storico, quel 3:06.95 risalente al 1983. Un secondo ed un centesimo meglio della Russia, oltre due secondi prima della Germania, quest’Italia è proprio forte.

La regola vuole che la 4×400 sia il riflesso dello stato di salute del movimento atletico in una nazione, a giudicare dal risultato di oggi pomeriggio non ci sarebbe proprio nulla di cui lamentarsi. Sappiamo che la realtà non è proprio così positiva, ma avere quattro ragazzi che corrono così il giro di pista, senza contare gli altri rincalzi di buon valore, è un lusso che in pochi possono permettersi in Europa.

Anche Jose Bencosme e le ragazze della staffetta 4×100 hanno fatto le cose per bene, centrando il podio in questa 21esima edizione di Campionati Europei. Per l’ostacolista il rischio è stato addirittura di conquistare il titolo continentale, quando si è presentato alla penultima barriera in prima posizione. Poi un’incertezza sull’ultimo ostacolo ha favorito gli avversari, il tedesco Varg Konigsmark ed il belga Stef Vanhaeren. Vince proprio il primo con 49.70, nuovo record dei campionati, poi Vanhaeren con 50.01 e quindi il nostro Bencosme con il personale abbassato a 50.30, protagonista in una gara dagli elevati contenuti tecnici, dove anche quarto e quinto, l’uomo di casa Magi ed il francese Yato, hanno fatto segnare il personale scendendo sotto i 51 secondi. Per Bencosme la soddisfazione di aver trovato spazio sul podio in una finale molto difficile.

Oriana De Fazio, Irene Siragusa, Anna Bongiorni e Gloria Hooper, altre quattro frecce nell’arco della velocità azzurra. Ci hanno creduto ed hanno dato tutto quello che avevano, prima in qualificazione, poi in una finale esemplare, che le ha viste transitare per prime sulla linea di arrivo, dopo le imbattibili avversarie tedesche, arrivate addirittura a frantumare con 43.42 un record europeo storico, quello della DDR risalente al 1988. Per l’Italia cambi filanti nel complesso, con un’ultima frazione esaltante della Hooper per un 44.52 che lima ancora centesimi al record italiano già conseguito in batteria con 44.56. Un crono che vale l’argento, una medaglia che ripaga l’impegno delle ragazze nel lavoro svolto con i tecnici di settore.

 

Le altre finali:

Alto F: La delusione di giornata è rappresentata dall’uscita dal podio della nostra Alessia Trost, incapace di superare quota 1,88. Per lei quarto posto di finale, lontana dal 1.95 della vincitrice, la russa Maria Kuchina, capace di passare la misura, che eguaglia il record dei campionati, al primo tentativo, per poi fallire le tre prove a 2 metri. Sul podio anche la lituana Airine Palsyte con 1.91, e la tedesca Nadja Kampschulte, con il personale portato a 1.88.

Lungo F: Anna Visabelli non avvicina i 6 metri e si deve accontentare di un nono posto, con una serie di salti non esaltante, 5.80- 5.76- 5.72. Chi vola lontano è la tedesca Lena Malkus, prima con 6.40, sulla romena Alina Rotaru che piazza un probante 6.36 all’ultimo salto, e la russa Polina Yurchenko, bronzo con 6.11.

Disco U: L’austriaco Lukas Weisshaidinger trova il lancio vincente alla terza prova, con un 63.83 che vale anche il nuovo limite personale. Nulla ha potuto il bravo montenegrino Daniel Furtula, miglioratosi fino a 63.54 proprio all’ultimo turno di lanci, per un secondo posto finale sul tedesco Steiner, terzo con 62.33.

400 Hs F: Alle francesi non sono bastate andature da primato personale per avere la meglio della russa Vera Rudakova, prima in 57.24. Sugli altri due gradini del podio le transalpine Chaboudez e Contion, rispettivamente in 57.35 e 58.03.

800 U: La Francia conquista un oro importante sugli 800 metri, grazie all’impeto di Pierre Ambroise Bosse, imprendibile sul rettilineo finale. Per il francese 1:47.14, poi a seguire lo sloveno Zan Rudolf e lo svedese Johan Rogestedt.

4×100 U: Il quartetto azzurro ci mette il cuore ma non riesce ad imitare le valenti compagne, correndo distanti da quanto fatto vedere in qualificazione dove peraltro c’era stata qualche sbavatura nei cambi. Galbieri, Spotti, Tortu e Angelini si congedano da Tallinn con un quinto posto di finale corso in un modesto 41.15, dopo aver fatto nettamente meglio in batteria, con il secondo tempo di 40.54. Avanti a loro finiscono Lituania, Polonia, Gran Bretagna ed i cugini francesi, primi in 39.35. Michalet, Vicaut, John e Romain sono i nuovi campioni d’Europa.

1500 F: Qualche ruzzolone all’inizio, poi l’azione incisiva dell’irlandese Ciara Mageean sembra avere la meglio su tutte, con la sola serba Amela Terzic a prendere la scia all’ultimo giro. La Mageean sembra poter controllare la volata dell’avversaria all’entrata dell’ultima curva, niente di più sbagliato: l’irlandese crolla di botto, e la serba colma lo svantaggio per poi involarsi da sola verso la vittoria. 4:15.40 il crono vincente, 4:16.82 per la seconda, mentre la romena Doaga occupa la terza piazza con 4:20.73.

Triplo U: il russo Alexander Yurchenko rischia con due soli salti validi, ma le misure sono sufficienti per portare a casa il titolo europeo, grazie prima a un 16.28 e poi a 16.31, entrambe migliori del 16.25 dell’azero Murad Abdullayev, argento, che prova il colpaccio all’ultima prova atterrando a 16.24. Completa il podio il bulgaro Georgi Tsonov più distante, con 15.90.

3000 siepi U: Ilgizar Safiullin non ne ha proprio voluto sapere di attendere nel gruppo, e sin dall’inizio ha preso l’iniziativa. Il russo, cappellino bianco in testa, non ha battuto ciglio, prendendo il largo su tutti, per imporsi con il nuovo record dei campionati di 8:37.94. Un punto di riferimento per tutti, ed uno stimolo a migliorarsi, ecco spiegati i personali a valanga degli inseguitori. Al secondo posto ha chiuso il turco Muhammet Tan, in 8:46.74, terzo il tedesco Martin Grau, in 8:48.79.

5000 F: Una tattica di gara perfetta ha consegnato alla turca Esma Aydemir l’oro sulla distanza. Il comportamento attendista dietro la battistrada inglese Emelia Gorecka, affiancata prima dalla greca Karakatsani e poi dalla connazionale Annabel Gummow, ha premiato, consentendo alla turca di lasciare sul posto le avversarie a 250 metri dal traguardo. Il crono di 16:12.16 rappresenta anche il nuovo personale per la Aydemir, a precedere nell’ordine Gorecka e Gummow.

Asta U: Gara perfetta per il francese Emile Denecker, autore di una finale pulita, costruita su cinque salti fino al personale di 5.50. Poi la lotta con il connazionale Kevin Menaldo, bravo a passare alla prima i 5.50, ma a quel punto sarebbe servito qualcosa di più per avere la meglio sul più preciso rivale. I 5.60 rimangono insuperati e così Denecker può festeggiare il titolo europeo. Al terzo posto il soprendente spagnolo Didac Salas, con il personale portato a 5.40.

Decathlon: La scuola francese di prove multiple continua a lanciare giovani campioni alla ribalta. Stavolta è il turno di Kevin Mayer, campione d’Europa con 8124 punti, ossia il nuovo record dei campionati. Secondo e terzo posto alla Germania, con Matthias Brugger e Johannes Hock, entrambi sotto il muro degli 8000, con 7853 e 7806 punti.
4×400 F: Gara bellissima perchè combattuta ed incerta fino al rettilineo finale, con le ragazze di Gran Bretagna, Germania e Polonia a lottare in un emozionante testa a testa. La Polonia fino a quel momento aveva condotto in testa, la Germania aveva provato il sorpasso, ma alla fine la spinta più efficace è arrivata dalla britannica Kirsten Mcaslan, brava a resistere al rientro della Polonia, per chiudere prima con la sua squadra in 3:35.29 appena sei centesimi meglio delle avversarie. A seguire la Germania, staccata di circa un secondo.

Giavellotto F: Un primo lancio a 55.73 sembrava aver consegnato alla lettone Lina Muze la vittoria, ma all’ultimo turno è arrivato il colpo di scena ad opera dell’atleta di casa Liina Laasma. L’estone ha infiammato gli spettatori sparando il giavellotto a 55.99, misura che ha regalato l’oro in extremis alla beniamina del pubblico. Argento per Muze, bronzo per la tedesca Laura Henkel. L’ambiente si riscalda attorno ai festeggiamenti per Liina Lasma, che corre bandiera al vento sotto le tribune. Finisce in festa un’altra bella edizione di Campionati Europei Juniores. Prossimo appuntamento per il 2013 a Rieti!

TUTTI I RISULTATI

Nella foto: Jose Bencosme

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