ANCORA EMOZIONI PREMONDIALI A LONDRA

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La seconda parte del meeting Aviva di Londra regala ancora grandi duelli con i protagonisti più attesi agli imminenti Mondiali di Daegu. Solo ultima nel peso la nostra Chiara Rosa.

Bel pomeriggio di atletica al Chrystal Palace di Londra, con buona cornice di pubblico (18.000 persone, pari alla capienza dell’impianto) nella 12. tappa del circuito mondiale della Diamond League, ultima prima dell’appuntamento tra una ventina di giorni dei Mondiali coreani di Daegu ed unica divisa in due giorni già da qualche anno. Peccato per gli italiani comprimari o assenti come nella prima giornata, e nel complesso gli appassionati di atletica dicono grazie stavolta più ai saltatori che ai velocisti. Mezzofondo senza grandissimi nomi in quest’ultima tappa, ed è stato un peccato vista la tradizione britannica in materia; lanci discreti come nella prima giornata ma nulla di più.

Alto uomini
Il campione olimpico russo Andrei Silnov  non si smentisce: come già nel 2008, reagisce all’annunciata esclusione dalla  fortissima squadra russa per i Mondiali dopo i Trials (allora erano evidentemente Trials olimpici) con una grande gara al Chrystal Palace, che farà certamente riflettere Ter-Ovanesian. Vi è da dire che la gara ha avuto per gran parte un dominatore nell’americano Jesse Williams, in grado di non fare errori fino a 2,34 (contro 1 errore di Silnov a 2,28 e ben due sia a 2,31 che a 2,34); ma a 2,36 il russo con un 1. salto bellissimo si è issato in testa, e Williams non è riuscito a replicare né a 2,36 né nei successivi due tentativi a 2,38. Benissimo anche il selezionato campione europeo Aleksandr Shustov fino a 2,31, ma poi non è riuscito ad andare oltre; il bahamense ex-campione ad Osaka Donald Thomas al solito è invece riuscito a saltare la stessa misura dopo un campo minato di errori a varie quote. Chi a questo punto rischia il posto (più che il terzo selezionato Dmitrik, vincitore dei Trials con 2,36 e qui assente) è l’ex-campione europeo indoor Ivan Ukhov, solo nono con 2,22. Ukhov a Ceboksarij era arrivato terzo con 2,34 a pari misura con Silnov, ma saltando alla prima prova contro la terza dello stesso. Ma per i russi i “trials” non sono sacri come per gli americani. Se ce l’avrà fatta, Silnov potrà ben essere grato per la seconda volta al meeting londinese; che sia un buon auspicio per le prossime Olimpiadi?

200 uomini
Ennesima grande prestazione nella stagione dell’armadio americano Walter Dix, che ha dominato alla grande con 20”16 malgrado un vento contrario di ben – 2 m, piegando nettamente il giovane giamaicano Warren Weir, al PB eguagliato con 20”43, il panamense argento mondiale di Berlino Alonso Edward (20”55) e l’altro giamaicano Marvin Anderson ( 20”60).

Triplo uomini
Altro grande duello, con il campione mondiale ed europeo outdoor e beniamino di casa dai capelli ogni volta di una sfumatura di viola diverso, l’inglese Phillips Idowu, in testa al primo salto con un normale 17,07 poi non più migliorato. Qui è però arrivata la grande prova del 21enne americano caffelatte Christian Taylor, campione universitario, che al terzo salto si è issato ad un fenomenale 17,68 (PB-vento + 1,3), dopo essere già salito in testa al 2° con 17,21. Meglio di Idowu addirittura l’ex-connazionale Tosin Oke, che gareggia da anni per la natìa Nigeria, con un 17,21 inaspettato. Per Idowu, apparso molto in forma nelle precedenti tappe della Diamond League, un campanello d’allarme in vista di Daegu.

3.000 siepi donne
Miglior gara di mezzofondo della tappa londinese, con una “guastafeste” etiope ad evitare l’ennesima tripletta keniana. La giovane Milcah Chemos Cheiwya si è imposta cogliendo il 4. successo del 2011 scappando ai 200 finali con un discreto 9’22”80, davanti all’etiope Hiwot Ayalew (al record personale di 9’23”88), a Mercy Wanjiku Njoroge con 9’27”45 ed a Lydia Jebet Rotich con 9’32”35. In evidenza tra le giovani europee Gesa Krause, tedesca, al PB con 9’35”97 e la figlia d’arte Ailish Mc Colgan, scozzese, anch’essa al PB con 9’44”80.

400 donne
Tra le donne nei 400 (ufficialmente non DL) strepitosa gara della grande Sanya Richards-Ross, campionessa mondiale 2009 e vincitrice del trofeo della Diamond League della scorsa stagione, finalmente capace di abbassare di 1” il proprio stagionale arrivando a 49”66, seconda prestazione mondiale dietro l’incredibile 49”35 della russa Kapacinskaja ai Trials nazionali di Ceboksarij. Grande prova alle sue spalle della giamaicana Rosemary White, capace di migliorare il PB con un grande 49”84, davanti alle connazionali Novlene Williams-Mills (bronzo olimpico, 50”46) e Shericka Williams (argento olimpico, 50”64). Addirittura ultima, battuta da due connazionali, la campionessa olimpica ed ex-campionessa del mondo londinese Christina Ohuruogu, da poco rientrata, con un deludente 51”87.

100 donne
Grandissima gara della texana Carmelita Jeter, grande favorita per Daegu dopo aver dominato la stagione corrente.  Dopo aver dominato la 1. batteria in 11” netti (vento – 1), in finale si è imposta in 10”93 (vento – 0,4), piegando la trinidegna Kelly-Ann Baptiste (10”97) e soprattutto la campionessa mondiale ed olimpica in carica giamaicana Shelly Ann Fraser-Price (11”10). La Jeter quest’anno ha perso solo a Eugene da Veronica Campbell: riuscirà a mantenere questa forma strepitosa ancora per un mese?

100 hs
Sui 100 hs, ancora grandissime prove (anche in batteria) della leader mondiale 2011, l’australiana Sally Mclellan-Pearson, vittoriosa in finale con 12”58 con vento di – 0,4 (meglio in batteria con 12”55, -0,6), davanti all’americana Danielle Carruthers (12”67) ed alla anglo-americana Tiffany Ofili-Porter (12”78).

Peso donne
Ennesimo duello della stagione tra la pluricampionessa all-black Valerie Adams (ex-Vili da quest’anno) contro la bielorussa Nadezhda Ostapchuk, e come sempre accaduto quest’anno ha avuto la meglio la prima nettamente (20,26 al 3° lancio contro 19,52 al 4°). Terza la tedesca 35enne argento di Berlino (così come in altri due mondiali ed alle Olimpiadi di Atene!) Nadine Kleinert con 19,06. Unica italiana in gara oggi, la capitana della nazionale Chiara Rosa, però solo ultima con 17,92 al 5° lancio.

400 hs uomini
In apertura di giornata vittoria al portoricano Javier Culson (48”33), impostosi con un grande rettilineo conclusivo, assenti stranamente sia il leader stagionale, il bianco sudafricano Louis Van Zyl, che il beniamino di casa gallese campione europeo e del Commonwealth  David “Dai” Greene. Migliore della colonia americana il duplice campione olimpico Angelo Taylor, secondo con 48”66 davanti a Michael Tinsley, terzo con 48”90.

Disco uomini
Discreta gara in apertura,  ha vinto il 39enne mostro sacro lituano Virgiljus Alekna (66,71 al 3° lancio), davanti al primatista stagionale, l’ungherese Zoltàn Kovagò (66,29 all’ultimo lancio dopo una gara incolore) ed all’iraniano in progresso di forma Ehsan Hadadi (64,76). Dietro ancora l’estone Gerd Kanter con 64,56 e lo spagnolo di origine cubana Casanas con 64,36. Mancavano i “duellanti” Robert Harting (campione del mondo) e Piotr Malachowski (campione europeo), ma a Daegu la battaglia sarà aperta.

1.500 donne
Prima gara di corsa con doppietta britannica: la vicecampionessa mondiale Lisa Dobriskey con 4’04”74 ha battuto Hannah England con 4’05”38. Gara di livello modesto.

5.000 donne
Confesso che ai Trials americani di Eugene mi aveva molto deluso il 12. posto di Lauren Freshman in questa gara, peraltro con un lotto di rivali non irresistibile. Qui a Londra la bionda trentenne si prende una bella soddisfazione, approfittando dell’assenza delle principali africane e specialmente delle etiopi, dimostrando di avere una volata lunga senza rivali tra le mezzofondiste bianche, partendo sul rettilineo prima della campanella e chiudendo senza affanni ma con due giri finali da 70” e 63” in 15’00”57, suo stagionale. Alle sue spalle la coriacea 37enne inglese Helen Pattinson-Clitheroe migliora il suo personale in 15’06”73, piegando la keniana Momanyi con 15’07”49 e l’altra americana Desiree Devila, anch’essa al PB (15’08”64). Molto dietro la portoghese Jéssica Augusto, argento europeo, riesce a centrare il minimo B per i Mondiali con 15’19”60. Jéssica, ex-siepista e moglie del portiere della nazionale portoghese e del Genoa Eduardo, quest’anno è in notevole ritardo di preparazione, avendo purtroppo dovuto a lungo assistere il padre, malato terminale e che si è spento un mese fa. Speriamo che la federazione portoghese dimostri la dovuta sensibilità portandola a Daegu. 

Miglio uomini (Emsley Carr Mile)
Gara discreta con vittoria a sorpesa con 3’51”24 per l’americano Leonel Manzano, grazie ad un rush finale bellissimo davanti al connazionale 37enne bicampione del mondo sui 1.500 ed ex-campione sui 5.000  Bernard Lagat (3’51”38) ed al keniano (non in forma quest’anno, infatti non sarà a Daegu) Augustin Kiprono Choge (3’51”38). Manzano ha indubbiamente un grande talento – tuttavia con i keniani “di serie A” a Daegu sarà tutta un’altra musica.

4 x 100 uomini
Gara senza troppe pretese, vinta da una discreta formazione americana con due ostacolisti (Kimmons-Rodgers-Tinsley, terzo sui 400 hs!-Joel Brown) in 38”23 davanti ad una Gran Bretagna 2 (Talbot-Pickering-Ellington-Aikines Arjeetey) con 38”60. L’Italia non avrebbe avuto bisogno di esserci????

 

Risultati completi al link http://www.diamondleague-london.com/Live-StartlistsResults/Overview/.

foto: livenowtravel.wordpress.com

 

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