DAEGU 2011: MARCIA AMARA PER L’ITALIA

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La seconda mattinata di gare ai Campionati Mondiali non porta bene ai colori azzurri. Sulle strade di Daegu si infrangono i sogni di podio nella 20 km di marcia, con Rubino squalificato e Schwazer nono, distante dal vincitore, il russo Valery Borchin. Grande Merritt sui 400, Pistorius non sbaglia.

Alex Schwazer ha ritrovato la voglia di misurarsi nelle grandi competizioni, è questo probabilmente l’aspetto più positivo al termine di 20 km di marcia incolori per i due italiani più attesi di giornata, il romano Giorgio Rubino ed, appunto, il campione olimpico della 50 km. Rubino era in testa alla gara assieme al giapponese Suzuki, con diversi secondi di vantaggio sul gruppo degli inseguitori, quando si è visto recapitare due ammonizioni in successione nei primi 8 km. Neanche il tempo di rallentare il ritmo e rientrare nel gruppo per curare di più il gesto tecnico, che Rubino si è visto recapitare la squalifica. Amarezza evidente per un atleta che poi ha dichiarato di sentirsi teso nel pre-gara come da anni non gli accadeva, perchè aveva le sensazioni giuste per portare a casa qualcosa di importante dopo i piazzamenti di valore conseguiti in passato. Condizioni che anziché aiutarlo a conquistare la medaglia tanto desiderata, ne hanno compromesso l’azione, portandolo all’uscita anticipata dalla gara. Le parole a caldo di Rubino fanno trasparire la grande delusione, ma anche la voglia di staccare per pensare al riscatto in vista dell’appuntamento olimpico. Rubino ha saputo rientrare in condizione in pochi mesi nonostante i problemi fisici invernali, la sua determinazione oggi l’ha tradito. Le idee sono chiare e la sensazione è che il fallimento di oggi possa divenire un insegnamento importante da mettere nel bagaglio.

Esperienze negative che Alex Schwazer ha imparato ad accettare come punto di ripartenza, per ritornare a marciare tra i grandi come accaduto in questo Mondiale. Alla fine per lui è nono posto, distante dal vincitore della gara, il discusso russo Valery Borchin, uno che di doping probabilmente qualcosa ne sa, ma Alex si è presentato con il sorriso alle interviste. Disteso per aver ritrovato la voglia di marciare, per aver dimostrato prima di tutto a se stesso che i fantasmi del passato nella sua testa sono svaniti. Ora sarà importante mettersi sotto in vista della difesa del titolo olimpico.

Tornando alla gara, fa sensazione ancora una volta l’azione vincente di Borchin, imbattibile sulla distanza, al traguardo in 1h19:56. Dietro di lui il connazionale Vladimir Kanaykin, detentore del record mondiale, al terzo posto il colombiano Luis Fernando Lopez, che soffia il podio al cinese Zhen Wang, allievo di Sandro Damilano e compagno di allenamenti di Rubino.

 

Turni di qualificazione:

110 Ostacoli M (Batterie): Nessun problema per i favoriti, tutti al passaggio del turno, eccezion fatta per il campione mondiale in carica, Ryan Brathwayte, fuori in 13.57. Xiang Liu, Dayron Robles, David Oliver, Jason Richardson hanno invece controllato azione ed avversari, dimostrandosi in buone condizioni. Discreto il 13.63 di Emanuele Abate, sesto nella quarta batteria e quinto degli esclusi.

Peso W: Niente da fare per Chiara Rosa, prima delle escluse con 18,28, e distante dal 18.67 della cinese Ling Li, ultima delle qualificate. Bene Valerie Adams, Ostapchuk, Schwanits, Gong e Camarena-Williams, tutte oltre la misura di qualificazione già al primo lancio.

Asta W: Anna Giordano Bruno ci prova, supera i 4.40 alla terza prova, poi però si ferma a 4.50. Peccato perchè la qualificazione era davvero molto vicina. Sicura Yelena Isinbayeva, entrata a 4.55, bene anche Anna Rogowska, campionessa mondiale in carica tornata in condizione dopo il brutto infortunio alla mano. Qualche indecisione per la statunitense Jennifer Suhr, che supera solo al terzo tentativo i 4.50.

400 M (Batterie): Lashawn Merritt impressiona subito: un 44.35 corso in solitaria in ottava corsia la dice tutta. Si tratta della miglior prestazione mondiale stagionale sulla distanza per lo statunitense, campione mondiale in carica, atteso alla partenza dopo il rientro dalla squalifica per doping. Passa il turno anche il sudafricano Oscar Pistorius, acclamato dal pubblico nello stadio di Daegu, terzo nella sua batteria con 45.39.

1500 W (Batterie): Maryam Jamal realizza il miglior tempo di qualificazione con 4:07.04, davanti alla spagnola Nuria Fernandez, nella batteria più veloce che consente il passaggio del turno di molte ripescate. Le altre big non sbagliano. Da segnalare la sfortunata caduta in volata sul rettilineo d’arrivo, in batteria 1, per la neozelandese Nikki Hamblin, che nonostante tutto si rialza per chiudere in 4:36 e spiccioli.

100 W (Batterie): Passeggiano le grandi, con le americane capeggiate da una regale Carmelita Jeter, e le giamaicane che mettono in mostra una buona Fraser-Pryce, campionessa uscente, e Campbell-Brown. Evidenti problemi al tendine d’Achille per l’altra giamaicana Kerron Stewart. Bene anche la bulgara Ivet Lalova, seguita sul posto da Roberto Bonomi, la migliore della mattinata con 11.10, assieme alla nigeriana Okagbare.

TUTTI I RISULTATI

Nella foto: Lashawn Merritt (Foto Simone Proietti)

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