DAEGU 2011: SQUALIFICA PER ROBLES (VIDEO), VIZZONI INOSSIDABILE

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E’ il Mondiale delle sorprese, questo di Daegu, e anche nella sessione serale della terza giornata è successo un po’ di tutto. Vediamolo in dettaglio.

Iniziamo dalla finale per noi più attesa, quella del martello uomini. Il capitano della squadra azzurra ha ottenuto un più che dignitoso 8° posto con la misura di 77.04 ottenuta al primo tentativo, andando in calando nel prosieguo di gara pur con altri 4 lanci oltre i 76 metri. La competizione è stata dominata da un altro veterano, il giapponese Koji Murofushi (classe 1974) capace di quattro lanci oltre gli 80 metri, con una punta di 81.24 raggiunta ben due volte. Atleta straordinario questo samurai dal fisico statuario e dalla tecnica sopraffina, già olimpionico nel 2004, ha quindi aggiunto l’oro al suo palmares mondiale che già comprendeva un argento (2001) ed un bronzo (2003), confermandosi tra i più grandi di sempre. Mai sfiorato dall’ombra del doping nella sua lunga carriera, spesso tormentata dagli infortuni, ha un PB di 84.86 che risale al 2003 e lo colloca al 5° posto nella lista a-t. Alle sue spalle l’ungherese Pars con 81.18 ha sfiorato il colpaccio all’ultimo tentativo, mentre il numero uno del biennio 2008/09 Primoz Kozmus, di ritorno da un anno sabbatico, regola con 79.39 il tedesco Esser (79.12) per il bronzo.

Nella finale delle aste spezzate – è successo ben due volte oggi, al ceco Kudlicka e al russo Starodubtsev, per fortuna senza gravi conseguenze, facendo tornare alla mente il casco di Toby Stevenson…- si spezza soprattutto il sogno di Renaud Lavillenie di regalare alla Francia il primo titolo mondiale di specialità. Perfetto fino a 5.85, il transalpino si spegne sulla quota di 5.90 e deve accontentarsi del bronzo. E’ la misura che assegna il titolo: Pawel Woiciechowski la valica al secondo tentativo e batte il cubano Lazaro Borges che ci riesce al terzo. Grande prova per entrambi, col 25enne cubano che ottiene 3 primati nazionali nella stessa serata, mentre il giovane polacco (classe 1989) aveva ottenuto 5.91 in competizione cittadina a Szczecin. Lulasz Michalski, quarto con 5.85 a precedere il tedesco Mohr, e Mateusz Didenkow, 7° con 5.75, confermano che la scuola polacca ha trovato gli eredi di Slusarski e Kozakievich, vincitori delle Olimpiadi 1976 e 1980.

Splendida la finale dei 400m femminili, gara di rara intensità agonistica. Il duello annunciato tra la rappresentante del Botswana, Amantle Montsho, dominatrice in Diamond League, e l’unica che quest’anno sia riuscita a batterla (a Doha), quella Allyson Felix che dopo 3 ori mondiali aveva deciso di provare la doppietta. Parte forte l’americana e quasi affianca l’avversaria all’inizio del rettilineo opposto; qui la Montsho reagisce di forza e prende un certo vantaggio che la Felix riduce sensibilmente nell’ultima curva e cerca di colmare negli ultimi cento metri. Invano: il tuffo sul traguardo premia l’atleta africana per 3 centesimi (49.56 contro 49.59, PB per entrambe). Anastasya Kapachinskaya (50.24) precede Francena McCorory (50.45) per l’ultimo gradino del podio. Strana la storia della 31enne moscovita, campionessa del Mondo a Parigi 2003 sui 200m a seguito della squalifica per doping di Kelly White (l’affaire Balco), e poi a sua volta squalificata a inizio 2004 dopo i Mondiali indoor… Triste vedere al penultimo posto un’atleta del valore di Sanya Richards-Ross. La gara: http://www.youtube.com/watch?v=QCdt1jVr7-w

100 metri donne. Le lacrime di Carmelita Jeter, molto emozionata al suo primo successo a livello mondiale, riportano il sorriso nel team USA. Gara impeccabile la sua: brava in avvio a contenere la sfuriata della Fraser-Pryce, incontenibile sul lanciato con la sua tecnica da manuale, piomba sul traguardo in 10.91 (ottimo visto il consueto vento avverso, stavolta -1.4). Nello spazio di due centesimi la campionessa uscente (10.99) si vede sfilare le altre due medaglie dalla connazionale Veronica Campbell-Brown (10.97) e Kelly-Ann Baptiste di Trinidad e Tobago (10.98). La gara: http://www.youtube.com/watch?v=S5Z9B9mR8Hs

Valerie Adams, neozelandese ex signora Vili, da quest’anno seguita dal duo svizzero Egger-Gunthor, si è dimostrata più forte che mai sulla pedana del peso, anche di un giudice un po’ disattento che le ha annullato il secondo lancio in zona 21 metri. Passata in testa con 20.04 al 3° tentativo e messo in cassaforte il terzo titolo iridato con 20.72 al 4°, all’ultima prova la campionessa di tutto ha scagliato il peso a 21.24, nuovo record dei campionati e “quasi record” mondiale dell’era post doping di stato. Alle sue spalle superano i 20 metri anche l’eterna rivale Nadzeya Ostapchuk (20.05) e l’americanona Jillian Camarena-Williams (20.02).

Infine la gara più attesa, i 110H che mettevano a confronto per la prima volta i 3 ostacolisti più veloci di sempre: Dayron Robles 12.87, Liu Xiang 12.88 e David Oliver 12.89. Ha vinto… Jason Richardson, venticinquenne americano, grande talento giovanile (mondiale allievi nel 2003 su 110 e 400H) che sembrava un po’ perso dopo una discreta ma non eccelsa carriera universitaria (titolo NCAA nel 2008, pb di 13.21 risalente allo stesso anno). Insomma, ad inizio stagione neppure lui, nei suoi sogni più arditi, avrebbe mai pensato ad un simile epilogo. Ricordiamo inoltre che Richardson è arrivato a Daegu in virtù del terzo posto ottenuto ai Trilas di Eugene, solo 0.01 meglio di T. Trammell, quando si dice il destino… La corsa in realtà è vissuta sul duello, purtroppo anche fisico, tra Robles e Liu, affiancati in 5a e 6a corsia. Parte meglio il cubano, ma il redivivo campione cinese lo rimonta fino ad affiancarlo sul penultimo ostacolo, poi il patatrac: Robles colpisce due volte Liu, braccio sinistro sul destro dell’avversario, prima e durante il superamento dell’ultimo ostacolo, frenandone vistosamente l’azione, per poi tagliare per primo il traguardo. La giuria ne ha decretato la squalifica, assegnando quindi a Richardson (13.16) la medaglia d’oro, Liu (13.27) diventa secondo ed il campione europeo Turner (13.44) si ritrova sul podio con l’unico merito di aver superato un irriconoscibile David Oliver. Questo è quanto al momento, anche se il ricorso della squadra cubana potrebbe modificare ancora l’ordine di arrivo. Oggi il più forte, e si è visto chiaramente, era Liu Xiang, che in ogni caso non tornerà a casa con una (meritata) medaglia d’oro…

La gara:

 

Nell’heptathlon chiude al comando (4078 punti) Jessica Ennis che si è ben difesa nel peso (14.67, prova dove invece è affondata la Fountain) e vinto i 200m con 23.27 controvento; segue a 3927 la russa Chernova. Male nella sessione pomeridiana la nostra Doveri, scesa al 24° posto con 3417 punti.

Chiudiamo dando appuntamento per domani per una grande finale dei 400m. Oggi tutti i migliori sono passati, cercando di non spendere troppe energie. Ha salutato Oscar Pistorius, ultimo nella sua serie in 46.19, ma lui aveva già vinto la sua battaglia.

Qui i risultati completi:

http://daegu2011.iaaf.org/ResultsByDate.aspx?racedate=08-29-2011

foto di Gino Esposito

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