DAEGU 2011: MURER REGINA DEI CIELI, RUDISHA DETTA LEGGE NEGLI 800

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A Yelena Isinbayeva non è bastato il ritorno alle origini, lasciare Petrov e Formia per Trofinov e la sua amata Russia, per tornare sul tetto del mondo. L’ex Zarina dell’asta ha chiuso malinconicamente al 6° posto la finale dominata dalla brasiliana Fabiana Murer con 4.85, eguagliando il suo record sudamericano.

Dopo un bel salto d’esordio a 4.65, tre tentativi falliti, uno a 4.70 e due a 4.75, mettono fine ai sogni di gloria della campionessa russa; la classe non si discute, ma ora la mente è piena di dubbi che annebbiano la strada verso il tris olimpico. Murer, oro mondiale indoor lo scorso anno a Doha, non ha comunque avuto vita facile contro Martina Strutz, la tedesca che valicando al primo tentativo 4.80 nuovo RN, l’aveva messa sotto pressione. Questa piccola, massiccia e veloce atleta ha trovato a 29 anni la consacrazione internazionale, miglioratasi in precedenza fino a 4.78, lei che aveva un PB di 4.52 fatto nel 2008. L’onnipresente Feofanova centra il bronzo col SB di 4.75, lasciando ai piedi del podio una deludente Jenn Suhr e la miglioratissima Yarisley Silva, 4.70 per entrambe, primato nazionale per la cubana.

La finale degli 800m era forse la gara più attesa della giornata. Pronti, via e Rudisha parte sparato (23.81 ai 200) seguito da Kaki, come da copione; poi però il primatista del mondo rallenta e ai 400 (51.33) il gruppo si compatta e Borzakovskiy, divenuto saggio a trent’anni (meglio tardi che mai), affianca e supera il giovane sudanese. Si prosegue così, con un ritmo buono ma non esagerato fino ai 600 (1:17.99), quando il campione kenyano lancia la sua irresistibile progressione, per chiudere in solitudine in 1:43.91. Alle sue spalle Kaki azzanna l’argento (1:44.41), anche per lui la prima medaglia importante all’aperto, lasciando il terzo posto al russo (1:44.49), più che soddisfatto per il suo quarto podio ai mondiali. Lewandowski (1:44.80) supera Symmonds (1:45.12) nello sprint dei delusi. Quindi Rudisha, dopo i records, porta a casa quell’oro che i suoi detrattori gli rimproveravano di non aver ottenuto da Berlino 2009: tutti contenti ora? Forse, ma da questa gara ci si poteva attendere qualcosa di meglio, specialmente da Kaki che avrebbe potuto tentare prima un attacco, visto il ritmo non proprio irresistibile.

La gara:

Quando abbiamo visto LaShawn Merritt correre in 44.74 a Stoccolma, al suo rientro alle gare dopo 21 mesi per la nota squalifica, la sensazione positiva per l’ottimo tempo non compensava quella negativa per averlo visto cedere nel finale al ritorno di Jermaine Gonzales. Era quindi prevedibile che un mese di lavoro in più non poteva portare a quella resistenza che i tre turni avrebbero richiesto qui a Daegu (e aggiungiamo pure una batteria corsa in un folle 44.35). La finale dei 400m ha avuto un inizio assai equilibrato fino a metà gara, poi il campione in carica forza l’azione e si presenta all’uscita di curva chiaramente in vantaggio sugli avversari. Qui Kirani James, 19 anni da compiere dopodomani, compie il suo capolavoro: con la sua falcata lunga e leggera, quasi da ottocentista, busto leggermente avanzato, inizia la sua rimonta che conclude vittoriosamente in tuffo sul traguardo, 44.60 (PB) contro 44.63. A guardare i tempi di reazione (0.137 contro 0.263) si potrebbe affermare che Merritt abbia perso in partenza, più che nel finale… In ogni caso questo ragazzo di Grenada, che si può dire non abbia mai perso un 400m outdoor da quando ha iniziato a vincere mondiali allievi, juniores e campionati NCAA, si comporta, in pista e fuori, con una maturità che fa prevedere per lui un futuro radioso. Non sarà un caso se Harvey Glance, velocista di livello mondiale a fine anni ’70, che lo allena da due anni all’Università di Alabama, abbia deciso di licenziarsi per seguirlo a tempo pieno nella sua carriera da professionista. Chiudiamo ricordando la bella prova dei gemelli Borlée, con Kévin terzo in 44.90 e Jonathan quinto in 45.07. Delusione invece per il giamaicano Gonzales (44.99) che non riesce ad agguantare l’attesa medaglia.

La gara: http://www.youtube.com/watch?v=PXMCLCqf4IM

Nella finale dei 3000m siepi femminili accade subito l’imprevisto: l’etiope Assefa, seconda nella lista stagionale con 9:15.04, cade dopo il superamento del primo ostacolo e si deve lanciare poi all’inseguimento del gruppo. Ma il treno non l’aspetta perché al comando la locomotiva Yuliya Zaripova (campionessa europea lo scorso anno da nubile come Zarudneva) viaggia su ritmi da primato del mondo (3:00.70 al primo mille). Le kenyane cercano disperatamente di rimanerle attaccate, ma prima Mercy Njoroge costretta a correre con una sola scarpa per un contatto, e poi la favorita Milcah Chemos Cheywa, forse affaticata da una lunga serie di gare in Diamond League, devono cedere il passo. La campionessa russa, passata in 6:04.36 al 2° km, mantiene un invidiabile stile di corsa, impeccabile anche nel superamento delle barriere, e chiude in solitudine col tempo di 9:07.03, quarta prestazione mondiale a-t alle spalle dei 2 WR di Gulnara Samitova Galkina e dell’altra connazionale Volkova. Dimostrazione di superiorità tecnica ed agonista impressionante. Alle sue spalle Habiba Ghribi (già 6a a Berlino 2009) col tempo di 9:11.97 trova la medaglia d’argento ed il record nazionale di Tunisia, mentre la Chemos chiude terza in 9:17.16.

Nel lancio del disco Robert “Hulk” Harting si conferma campione del mondo con tre lanci oltre i 68 metri ed una punta di 68.97, cifre che parlano di un dominio assoluto. Del problema al ginocchio che negli ultimi tempi l’aveva condizionato nessuna traccia, né in pedana né fuori, dove ha dato vita al solito show con tanto di maglietta strappata… Gli fanno compagnia sul podio, un po’ a sorpresa per quanto visto in stagione, l’estone Gerd Kanter (66.95) e l’iraniano Ehsan Hadadi (66.08), grande talento, già oro ai mondiali juniores di Grosseto 2004, che potrebbe essere il principale avversario del tedesco nei prossimi anni, infortuni permettendo. Sprofonda invece il campione europeo Malachowski, solo 9° con 63.37.

Negli 800m, gara di chiusura dell’heptathlon, la star britannica Jessica Ennis ha inseguito con ammirevole determinazione il miraggio del bis iridato: ma, dopo il flop nel giavellotto, la russa Chernova era irraggiungibile. Ne è scaturita una prova molto tirata che ha regalato il PB di specialità a molte concorrenti (Tyminska 2:05.21, Ennis 2:07.81, Chernova 2:08.04), Oeser 2:10.39). Tatyana Chernova vince l’oro con 6880 punti (PB), la prima medaglia mondiale per lei che era stata terza a Pechino 2008, l’approdo al vertice dopo una rincorsa iniziata nel 2007 quando ottenne con 6768w la miglior prestazione mondiale juniores di tutti i tempi. Ennis chiude con 6751, un po’ delusa ma pronta a lavorare per la rivincita fissata a Londra 2012. La tedesca Oeser ottiene il bronzo con 6572, a conferma di una maturità che le consente di esprimersi sempre in zona podio nelle grandi manifestazioni. Francesca Doveri, 23a con 5786 punti, resta lontana dall’obiettivo 6000.

Le semifinali dei 1500m donne mietono vittime illustri: le kenyane Nancy Langat, oro a Pechino 2008, e Viola Kibiwot, l’etiope Gelete Burka, la spagnola Nuria Fernandez, la russa Ekaterina Martynova, l’americana Shannon Rowbury e l’ucraina Mishchenko non saranno della partita in finale.

Chiudiamo con le semifinali dei 400H. In campo femminile grande impressione ha destato l’americana Lashinda Demus, con 53.82 di gran lunga la più veloce del turno; l’aver disertato buona parte dei meeting estivi pare averla portata al picco di forma nel momento giusto. Al contrario delle giamaicane, in particolare la Spencer, capofila con 52.79 ottenuto vanti giorni fa a Londra e qui recuperata per la finale col tempo di 55.02. Attenzione anche alla russa Antyukh, che potrebbe ripetere il successo di Barcellona 2010. Tra gli uomini, male gli americani: Anderson e Clement fuori, Taylor ripescato correrà la finale in prima corsia, come a Sydney 2000 (altri tempi però, in ogni senso), i favori del pronostico vanno a Javier Culson (48.52) e Dai Greene (48.62). Da segnalare l’eterno Felix Sanchez che si regala la 6a finale iridata nel giorno del suo 34esimo compleanno.

Risultati completi:

http://daegu2011.iaaf.org/ResultsByDate.aspx?racedate=08-30-2011

 

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