DAEGU 2011: DI MARTINO C’E’, MEUCCI C’E’

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La mattinata del primo settembre di Daegu regala un bel sorriso ai colori azzurri con le prove di coraggio e efficienza di Daniele Meucci e Antonietta Di Martino.

Antonietta Di Martino ha gestito con intelligenza condizioni ambientali torride e la tensione di una qualificazione capace di mettere in trappola anche i migliori e ha superato l’asticella a tutte le quote: 1.80, 1.85, 1.89, 1.92, 1.95. Il timore della campana di non avere gare sulle gambe, dopo essere stata rinfrancata dai 2 metri di Malaga, è scemato del tutto nella mattinata coreana con una prova senza sbavature.

I numeri parlano di dodici atlete alla quota di qualificazione, solo Barrett, Di Martino, Vlasic, Chicerova senza alcun errore e queste sono anche le atlete sembrate più in forma per i piani alti. Fuori la nostra Raffaela Lamera che bisticcia prima con la quota di 1.85 e poi si arrende a quella di 1.89. Nella finale di sabato (ore 12 italiane) ci saranno tra le altre le tre russe che fanno l’en plein con Slesarenko e Shkolina a far compagnia alla Chicerova, la bella svedese Emma Green (ora Tregaro da sposata), due freschissimi record nazionali come quelli dell’irlandese Ryan e della nigeriana Amata.

Daniele Meucci si conferma un grande agonista in ambito internazionale dove riesce a tirare fuori il meglio di sé, trasformando la pressione in concentrazione e grandi prestazioni. Sui 5000 non era facile essere fra i quindici finalisti che si ritroveranno domenica alle 12:40, ma Meucci c’è riuscito. Innanzitutto ha preso in mano la sua batteria guidandola a tempi da ripescaggio nei primi due chilometri poi si è attaccato al gruppo chiudendo all’ottavo posto in 13:39.90, controllando su buoni atleti come gli australiani Mottramm e Birmingham (tredicesimo tempo fra gli atleti nelle le due batterie). E’ grande motivo di soddisfazione per il pisano essere fra i quattro che rappresenteranno l’Europa nella finale con il britannico Farah, lo spagnolo Espana e l’irlandese Cragg a fargli compagnia.

L’ultima azzurra in gara questa mattina era Zahra Bani nel giavellotto che se ne va dalla Corea con l’amaro in bocca dopo aver mancato la finale di un soffio con un lancio da 58.92 che non paga più di un 14esimo posto finale. Per passare la qualificazione serviva 59.65. La più grande impressione viene destata dalla tedesca, argento europeo a Barcellona, Obergfoll che appare in pedana quel tanto che basta per lanciare a 68.76, misura che farebbe pregustare una medaglia in finale.

Le altre qualificazioni in pedana della mattina non presentavano italiani ed erano quelle di salto in lungo e getto del peso uomini.

Il lungo uomini è stato un vero tritacarne per i grandi nomi ma iniziamo da chi la qualificazione l’ha conquistata. Dwight Phillips, tre volte campione del mondo e una volta olimpico, non ci stava di certo a presentarsi in Corea per una comparsa. Rischia addirittura di diventare il favorito se si pensa che è l’unico a scendere in pedana e piazzare subito il salto da qualificazione di 8.32 -0.2, tra l’altro record stagionale. Il capolista stagionale Mitchell Watt fa mezzo salto e poi balza a 8.15 in sicurezza sprecando molti centimetri alla battuta. Ce la fanno anche i tedeschi Reif (8.13) e, udite udite, il discusso prodigio Sebastian Bayer (8.11), come pure l’eroe dei Colleges americani Makusha dentro con 8.11 (già visto nelle semifinali dei 100), l’atleta di casa Kim (8.02) e il giovane americano Claye (8.09) che ritroveremo anche nel triplo. La lista degli esclusi è impietosa: Saladino, Mokoena, Gaisah, Sdiri, Tomlinson, Rutherford.

Il getto del peso vede la qualificazione col botto per il giovanissimo tedesco David Storl che a 21 anni spara il peso al suo nuovo record personale di 21.50, una misura che andava riservata più per la finale di domani e che rischia di appagare troppo in anticipo. Non ci sono stati altri colpi di scena con tutti i big che non barcollano.

Nelle batterie dei 200 donne la campionessa del mondo dei 100 metri Carmelita Jeter conferma il suo stato di grazia e si candida al secondo oro passando la batteria in 22.68 contro 0.5 di vento. A farle compagnia nelle semifinali di oggi pomeriggio anche le connazionali Shalonda Solomon (22.69) e Allyson Felix (22.71), fresca e amara medaglia d’argento sui 400, la francese Soumaré (22.71), l’affidabilissima, anche lei bramosa di rivincita, Veronica Campbell (22.42) e Ivet Lalova al record stagionale di 22.62. Segnaliamo anche la bellissima batteria della 19enne olandese Dafne Shippers, campionessa del Mondo e d’Europa junior nell’heptathlon, che non si intimorisce per la presenza della Felix e vince la batteria in 22.69 (nuovo record persole e record nazionale olandese).

Nella mattina è stato il tempo anche delle batterie degli 800 donne senza grandi sorprese e con la campionessa del mondo in carica Caster Semenya a gestire la propria batteria in un facile 2:01.01 a braccetto con la Savinova. La batteria più veloce è la terza dove Janeth Jepkosgei Busienei tira il treno delle qualificate sotto i due minuti.

Mattinata di festa per Oscar Pistorius e la staffetta 4×400 sudafricana che accede alla finale (gara di chiusura di questi mondiali) con il record nazionale di 2:59.21, dietro solo a USA e Giamaica. Nella seconda batteria grandi sprazzi di classe dei fratelli Borlée che trascinano il Belgio a un’agevole accesso alla finale, insieme alla Russia e al Kenya che fanno fuori Bahamas.

Nella foto: Antonietta Di Martino (Foto Simone Proietti)

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