DAEGU 2011: GIAVELLOTTO STELLARE

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Maria Abakumova conquista l’oro nel giavellotto a suon di grandi prestazioni nel bel duello contro Barbora Spotakova. La giamaicana Campbell-Brown domina sui 200, Phillips si conferma re nel lungo, il tedesco Storl sorprende nel peso. Sui 5000 ancora Cheruyot, Sudafrica argento in 4×400 dietro gli USA. Bolt e Lemaitre sfida a distanza sui 200.

GIAVELLOTTO W: la miglior prestazione di questi Mondiali coreani fino adesso arriva dalla pedana del giavellotto femminile. Merito di una gara stellare fra due grandi campionesse, la russa Maria Abakumova e la ceca Barbora Spotakova, protagoniste di un botta e risposta con spallate vicine al primato mondiale. Inizia l’Abakumova ad infiammare la gara, con un eccellente 71,25 al secondo lancio, una misura che sembra ipotecare l’oro. La Spotakova infatti non riesce a far meglio di 68,64 fino al quinto lancio, quando trova energie e concentrazione per sparare l’attrezzo a 71,58. Sembra il sigillo sull’oro per la primatista mondiale, ma la russa è in gran serata: le servono pochi minuti per riprendersi il primo posto con un lancio da 71.99, nuovo record dei campionati, seconda prestazione all time, e miglior risultato in assoluto a Daegu 2011. Seconda rimane la Spotakova, terza a sorpresa la sudafricana Sunette Viljoen, che trova un 68.38 al penultimo lancio per superare la tedesca Obergfoll, gran delusa di questa finale.

LUNGO M: Ritorno di chi non ti aspetti, vale a dire di un grande campione che torna ad atterrare lì dove era abituato gli anni passati. Dwight Phillips non sbaglia neanche stavolta, si presenta in punta di piedi a questo Mondiale e riprende l’aereo di ritorno con un bell’oro al collo. Tutto per merito di due acuti a inizio gara, prima un 8.31 poi 8.45 per ribadire la sua superiorità nella storia della specialità degli ultimi anni. Si tratta infatti del quarto titolo mondiale, così come segnala il suo numero 1111, quasi un segno del destino. Una vittoria tuttavia non facile, in una gara costellata di giovani rampanti. Tra questi l’atleta di Zimbabwe Ngoni Makusha, che spaventa con un primo salto da 8,29, poi il marocchino Berrabah ed il valente sudafricano Luvo Manyonga, atleta di grandi speranze. Ma il più pericoloso poteva essere l’australiano Mitchell Watt, incappato in una giornata non proprio felice in fase di rincorsa con un solo salto davvero buono, 8.33. Per lui è argento dietro Phillips, a precedere Makusha, medaglia di bronzo.

200 W: Veronica Campbell-Brown sorprende tutte ed intavola un’altra finale delle sue, costruita su una curva corsa al massimo per poi pensare solo di reggere alla meglio fino a fine gara. Da dietro inseguono le statunitensi, con Shalonda Solomon, Carmelita Jeter ed Allyson Felix. La Jeter tenta di affiancare la giamaicana a metà rettilineo, solo un sussulto, la Campbell-Brown taglia per prima il traguardo in 22.22. Lei esulta e si commuove per un altro gran risultato in carriera, Glenn Mills e Usain Bolt si gustano lo spettacolo davanti al maxischermo nel campo di allenamento, un altro oro per la Giamaica su una distanza che domani vedrà sfilare il più veloce di sempre. Argento per Carmelita Jeter in 22.37, solo terza Allyson Felix, che dopo l’argento nei 400 vede sfumare l’oro anche sulla sua distanza preferita, non facendo meglio di 22.42.

5000 W: è Vivian Cheruyot la nuova regina del mezzofondo mondiale. La forte atleta kenyana non accusa le fatiche del 10.000, anzi, sembra aver tratto nuovi stimoli da quel primo oro. Imposta gara nel gruppo di testa con le connazionali Linet Masai, Sylvia Kibet e Mercy Cherono, e con lo squadrone etiope capitanato da una volitiva Meseret Defar. Ritmo costante di poco sotto i 3.05, poi la sfuriata a 500 metri dalla fine. E’ sempre lei Vivian Cheruyot a partire per prima, seguita da Kibet e Defar. E’ proprio quest’ultima a tentare l’attacco a 200 metri dalla fine, ma la Cheruyot risponde. Gli ultimi 100 metri sono tutti suoi, dietro la Defar cede anche alla Kibet, Cheruyot è prima in 14:55.36, argento a Kibet, bronzo a Defar, il Kenya aggiunge altre due medaglie ad un bottino da far invidia.

PESO M: Una notizia è che nessuno dei quattro giganti americani presenti nella finale finiscono sul podio, un’altra notizia è che il titolo iridato va ad un 21enne tedesco dal grande futuro, David Storl. Il ragazzone teutonico sorprende perfino se stesso, trovando personale e medaglia d’oro all’ultimo turno di lanci. 21.78 è la misura che frantuma i sogni di gloria del canadese Dylan Armstrong, fino a quel momento in testa con 21.64. Terzo gradino del podio per il bielorusso Andrei Mikhnevich con 21.40, quattro centimetri meglio del campione mondiale uscente Christian Cantwell, primo degli americani. Nelle retrovie anche il campione olimpico Tomasz Majewski, il polacco non fa meglio di 20.18.

4×400 M: gli Stati Uniti peggiori degli ultimi anni sulla staffetta del miglio, ma nonostante tutto arriva l’oro per merito di un bravo Lashawn Merritt, abile a capitalizzare le energie per sorpassare Giamaica e Sudafrica nel rettilineo conclusivo. Già, proprio il Sudafrica che, senza Pistorius ma con Van Zyl, era chiamato al miglioramento del primato nazionale. Non arriva il primato, ma un bell’argento, davanti alla Giamaica. Gli USA soffrono durante la gara con Bershawn Jackson e Angelo Taylor, non lucidi come dovevano, la Giamaica trova lo spunto migliore con Jermaine Gonzales. L’ultimo giro è decisivo ed è Merritt a regalare l’oro fermando il cronometro in un normale 2:59.31. Quarta è la Russia, nelle retrovie finiscono squadre attese come Belgio e Gran Bretagna.

Turni di qualificazione:

200 M (Semifinali): L’attesa per Usain Bolt fa bene e rinfoltisce di spettatori uno stadio mai troppo pieno a Daegu. Il giamaicano ripaga con le solite smorfie ed un’altra volata delle sue, facile ma non troppo in decontrazione, chiudendo in 20.31, con vento di 1 metro al secondo contrario ed una reazione allo sparo di 0.207. In altre occasioni sembrava faticare meno, stavolta è parso leggermente più impegnato, vedremo in finale. Bene il francese Christophe Lemaitre in semifinale 1, che tira fino in fondo per centrare lo stagionale di 20.17. In terza grande impressione la fa anche l’americano Walter Dix, primo in 20.37 senza particolare impegno. Per la lotta al podio da annotare anche i nomi del giamaicano Nickel Ashmeade e del panamense Alonso Edward, parsi entrambi pimpanti e controllati.

800 W (Semifinali): le russe dimostrano di voler fare sul serio, anche se forse spendono energie preziose in chiave di finale. La Rusanova domina la prima semifinale in 1:58.73, la Savinova si aggiudica la seconda in 1:58.45. Ottime sensazioni anche per Caster Semenya, prima nella terza, grazie ad un bel cambio di ritmo negli ultimi 200 metri, per chiudere in un 1:58.07 che rappresenta il miglior tempo per la finale. Passano anche l’altra russa Kostetskaya, la keniana Jepkosgei, le americane Vessey e Alysia Montano, e la giamaicana Sinclair.

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