SPIGOLATURE DA DAEGU

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Tra mille cronache e critiche da Daegu, in attesa dell’articolo serio sulla Fidal (esce stasera), vi propongo questo articolo-puzzle con piccoli flash, riflessioni e curiosità che mi sono balzate all’occhio durante il mondiale coreano. Troverete piccole verità, grandi bugie, ipotesi surreali e un po’ di buon umore. Se volete aggiungere altre note curiose o umoristiche, approfittate dello spazio dei commenti.

 

CHI DI VIDEO FERISCE…
Finale dei 100, Bolt esce dai blocchi poco dopo colazione quando la gara è prevista per l’ora (italiana) di pranzo. Si disperano i giocatori di fantaatletica, Bolt si toglie subito la canotta perché non vuole sporcarla, il suo coach per la rabbia batte pure le palpebre. Da non credere…e infatti non ci crede nessuno. 
Un tizio al bar sotto casa mi ha fatto un’ipotesi fantasportiva. Bolt si fa squalificare ma non perde denari dagli sponsor perché tanto vince i 200, l’amico giamaicano vince e sale di prezzo nei meeting e con lui tutto il clan caraibico che invece di portare in giro per il mondo il solo giraffone, ci aggiunge anche un bel rinoceronte per un pacchetto “all inclusive” di tutto rispetto. 
La IAAF intanto si interroga su come sanare questa anomalia e medita di cambiare di nuovo la regola di partenza. Sembrano essere due le correnti di pensiero, entrambe di derivazione equina. C’è chi chiede di introdurre la “partenza coi nastri”, la stessa che si usa nel trotto e chi spinge per la “partenza con le gabbie” come è d’uso nel galoppo. Io voterei per i nastri, roba spettacolare!

BRAGAGNITE ACUTA…
Dicono che Bragagna non sia andato a Daegu per piccoli problemi di salute, un maligno mi ha detto che i problemi di salute non sono i suoi ma di quelli che si rodevano il fegato a forza di sentirlo sparare bordate ben calibrate contro una Federazione che è sportiva ma non fino al punto di farsi bacchettare in mondovisione. Chi lo sa qual è la verità? Boh! Però la Bragagnite si è fatta sentire e gli effetti più gravi li hanno subiti i commentatori Rai. Tanta era la voglia di emulare il noto giornalista commentatore che sembrava di essere ad un concerto dei Neri per caso: parlavano tutti in coro solo che ognuno diceva una cosa diversa. Per una volta ho invidiato mio padre sordo come una campana e ho pregato per la salute del Franco commentatore. 


FREESBEE
Da grande appassionato di Freesbee non ho potuto fare a meno di ammirare la dimensione importante delle medaglie degli atleti. Un tocco di classe orientale che ha fatto tremare il design italiano. L’A.D. di Fiat, Marchionne ha subito dichiarato che rimetterà in moto la catena di montaggio per la produzione della Duna. Allo stile bisogna rispondere con lo stile!

UN PRESIDENTE TUTTOFARE
Dilshod Nazarov, classe 1982 oltre a lanciare il martello a circa ottanta metri, è anche presidente della Federazione di Atletica del Tagikistan. Guardando la cosa dall’Italia viene da rammaricarsi…Marco Lingua, il nostro bravo martellista, di pari valore atletico, poteva essere un buon candidato alla presidenza Fidal…però è un po’ troppo vecchio, è addirittura del 1978. Al suo posto abbiamo eletto Arese, classe 1944.

UN POPOLO DI COMMISSARI TECNICI
Come per il calcio, anche l’Atletica non si sottrae al quasi-sport-quasi-gioco-quasi-rotturadiscatole di fornire consigli tecnici durante le gare. Date le perle prodotte dai nostri commentatori, la IAAF ha deciso di ingaggiare il dream team italiano per un tour di lezioni di atletica in giro per il mondo. Relativamente ai commenti però ho anche ricevuto una telefonata anonima in cui il solito contestatore mi faceva presente che commentare il gesto tecnico non significa dare consigli a tutti su tutto per far vedere che “ci si capisce” o che “all’epoca quasi quasi si era anche più forti di quelli in gara” ma è offrire ai telespettatori qualche elemento tecnico in più per capire la gare e apprezzare meglio i gesti atletici.

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