ZURIGO: SUPER KIRANI JAMES, BLAKE VOLA SUI 100

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Torna in scena la grande atletica a Zurigo per il Weltklasse, penultimo meeting della Diamond League prima del gran finale di Bruxelles nonché ultima tappa per le specialità presenti. A pochi giorni dalla fine dei mondiali un’occasione per i vincitori di confermare il primato e per gli sconfitti o gli assenti di avere immediata rivincita. Serata piacevole di fine estate, pubblico al solito numeroso e gare di alto livello con ben 19 medaglie d’oro di Daegu presenti.

 Programma aperto come sempre dai lanci, con il disco maschile teatro di una bella sfida tra Alekna ed Harting, che prendono il controllo della gara già nei primi due lanci. Vince il tedesco con 67.09, l’estone replica con 66.69 e mantiene la testa della League per un punto appena.Terzo Kovago con 65.58, non si conferma l’iraniano Hadadi dopo il bronzo mondiale.

Nel giavellotto donne continua il dominio stagionale della grande sconfitta di Daegu, la tedesca Obergfoll, che trova anche il nuovo record del meeting con una spallata a 69.57. Le arriva vicino solo la sudafricana Viljoen, vera sorpresa del 2011, seconda in 67.46, molto più staccate le altre rivali guidate dalla neocampionessa mondiale Abakumova.

Asta femminile appannaggio di Jennifer Suhr con 4.72, a pari ma con un errore in più alla misura arriva Silge Spiegelburg, mentre la Isinbayeva non dà seguito ad un esordio convincente a 4.62 fermandosi a quella misura. Più dietro le presenti sul podio mondiale, con la Strutz che addirittura non riesce a superare 4.42.

Piccole rivincite sui 400hs femminili dove la statunitense LaShinda Demus, appagata dell’oro mondiale, non riesce ad avvicinare i livelli espressi in Corea quando andò vicina al record del mondo, e non fa meglio di 54.04, superata dalle rivali giamaicane. La vittoria va alla vincitrice di Londra Kaliese Spencer in 53.36 con cui mantiene così la testa della classifica della Diamond League, mentre il secondo posto è della connazionale Melaine Walker in 53.43.

Decisamente da dimenticare il salto in lungo maschile, senza nemmeno la scusa delle condizioni atmosferiche o del vento contrario. Un 8.00 basta al rhodesiano Makusha per portare a casa la vittoria, solo quarto Philips con 7.87 mentre l’australiano Watt fa appena a 6.97 e decide saggiamente di fermarsi dopo tre salti. Non fanno meglio, ma qui c’era più da aspettarselo dato il brutto momento della specialità, le protagoniste della gara femminile. Brittany Reese vince in 6.72 davanti alla bielarussa Mironchik, seconda in 6.67.

Vittoria greca nell’alto maschile, con Chondrokoukis che si impone con il nuovo personale di 2.32. Dietro di lui il bahamense Barry a 2.30, mentre Ukhov è terzo nonché unico a entrare in gara del quartetto russo, oggi deludente.

Altro attacco al record del mondo nei 5000metri femminili, con una serie di qualificate lepri ed avversarie ad aiutare Vivian Cheruyot a tenere alto il ritmo. La polacca Plis però capisce ben presto che il gruppo, stanco dalle fatiche mondiali, non è in grado di seguirla appieno e deve rallentare il ritmo, con i sogni di gloria che svaniscono presto. La keniana si “accontenta” così della vittoria di gare con il nuovo record del meeting di 14:30.10, dietro di lei a soli 32 centesimi la connazionale Kipyego che comunque non dà mai l’impressione di poter davvero vincere. Continua comunque l’impressionante dominio del Kenya nel mezzofondo, con le altre nazioni costrette a semplici comparse.

Piccola vendetta per Dayron Robles, che dopo la controversa squalifica dei mondiali vince alla grande i 110hs andando via inarrestabile ed imponendosi in 13.01. Per lui primato stagionale, a conferma del fatto di essere arrivato nella forma miglore propro nel momento giusto della stagione. Secondo un buon Richardson in 13.10 a legittimare la fortunata vittoria coreana.

Dopo il grande successo personale arriva anche il riscontro cronometrico per Kirani James, che vince i 400 piani con un ottimo 44.36, nuovo record personale e ovviamente anche nazionale.Il grenadiano a soli 19 anni è stato il vero dominatore della stagione in una delle specialità più frequentate dell’atletica e si candida quindi ad esserne uno dei principali volti negli anni a venire.A questo punto non sembra utopico nemmeno un assalto al record di Johnson.

Un bello sprint nel rettilineo finale permette a Mariya Savinova di superare Alysia Montano trionfare negli 800 femminili con il tempo di 1.58.27. La russa, rimasta nascosta per tutta la stagione, si è accesa proprio nei grandi momenti, ma la vittoria parziale non le basta per portare a casa il diamante. Jennifer Meadows infatti con il terzo posto di gioranta supera Kenia Sinclair, malinconicamente nona.

Continua il momento magico di Johan Blake, che legittima appieno il successo mondiale centrando come prevedibile il nuovo personale sui 100 metri. Il vento stavolta è nullo e lui ne approfitta per fermare il cronometro sul 9”82, battendo il grande assente di Daegu Asafa Powell. L’ex primatista del mondo dimostra un buon recupero dall’infortunio arrivando secondo in 9”95, cedendo comprensiblmente nel finale dopo una partenza quasi a livello del connazionale.

Assente in Corea, con la beffa di essere inizialmente inserito nei convocati a causa di un errore di stampa e poi cancellato, e vincitore della Diamond Race. Cose che possono succedere in Kenya, dove la concorrenza nel mezzofondo è spietata. Protagonista della vicenda è Nixon Chepseba, che si consola vincendo 1500metri e diamante in 3.32.74 superando in classifica proprio il campione del mondo Kiprop, oggi sesto.

Consueta esibizione di stile di Sally Pearson nei 100hs femminili, vinti dall’australiana con grande facilità. La campionessa del mondo scappa via fin da subito e scava una voragine tra di sé e le avversarie, vincendo in 12”52 e lasciando a circa trenta centesimi le altre. Dietro di lei la classifica recita Harper, George e Wells, che arrivano quasi appaiate in quest’ordine.

Solita sfida USA-Giamaica nei 200 metri donne, in assenza però della campionessa mondiale Veronica Campbell. Lo spettacolo non ne risente, con Carmelita Jeter che prende subito nettamente la testa della corsa e non la lascia più fino al traguardo, rintuzzando l’attacco delle avversarie. Il tempo è un buon 22.27, per lei anche gli 8 punti che le valgono il sorpasso a Bianca Knight, sesta, ed il primo posto nella Diamond Race. Allyson Felix appare affaticata ma ha ancora benzina in corpo e arriva seconda in 22”40, chiudendo una stagione che l’ha vista forse disperdersi un po’ troppo tra 200 e 400.

Arrivo quasi in parata nei 3000 siepi, con Ezekiel Kemboi primo in 8.07.72 davanti ad un Paul Kipsiele Koech. La vicinanza cronometrica non deve ingannare, dato che il vincitore rallenta vistosamente nel finale a voler idealmente accompagnare il compagno di squadra, vincitore della Race. Anche per lui una consolazione dopo l’esclusione dalla squadra per i Mondiali.

4×100 maschile a chiudere la serata, unica gara con rappresentanza italiana. Collio non c’è, così il ct ne approfitta per sperimentare e schiera Tumi-Galvan-Di Gregorio-Cerutti, volendo probabilmente sfruttare l’affiatamento tra i due vicentini. Il risultato non è dei migliori, per usare un eufemismo, dato che arriva un malinconico penultimo posto con 39”44 davanti solo all’Under20 della Svizzera. Pessimo atteggiamento del quartetto azzurro, mai in gara, in difficoltà nei cambi e senza il mordente necessario. Vince la Giamaica con una strepitosa rimonta di Michael Frater in ultima frazione, a bruciare la Gran Bretagna seconda in 38”35 contro il 38”31 dei vincitori. La nazionale di casa regala un bel finale di serata al pubblico locale, giungendo terza nel nuovo record nazionale di 38”62.

L’unica soddisfazione di giornata per l’Italia arriva quindi nelle gare under23, con Serena Monachino che trova il secondo posto negli 800 metri in 2.08.15. Stesso risultato per Jose Bencosme nei 400hs in 50”52, nonostante un’imprecisione al settimo ostacolo che spezza il ritmo del talento italodominicano. In gara anche la staffetta americana Nerli Ballati – Moretti – Lahbi tra gli uomini e Fontana nei 1500 metri, Amidei nei 200 metri e Pennella nei 100hs tra le donne.

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