RIETI : RUDISHA SFIORA IL SUO MONDIALE

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Nel classico meeting IAAF con tappa in Italia, Il keniano vicino al ritocco del suo primato nel doppio giro di pista. Per i colori azzurri brilla e si conferma la Di Martino

 

Il protagonista atteso, il keniano campione del mondo a Deagu, David Rudisha, nella magica pista Raul Guidobaldi di Rieti teatro dell’edizione numero 41 del meeting, và vicino a compiere un nuovo primato del mondo sul doppio giro di pista, siglato qui nel 2010, che gli sfugge oggi per soli 32 centesimi. L’ 1’41’’33 vale il miglior tempo dell’anno e il quinto alltime, giunto a fine di una stagione intensa che in prospettiva futura vede il muro dei 100 secondi impresa non impossibile per il talento keniota. Gran parte del lavoro lo svolge la sua lepre prediletta Sammy Tangui, capace di portarlo in un velocissimo 48’’30 ai 400, poi l’assolo del campione a infiammare l’entusiasmo del pubblico. Secondo l’ottimo polacco Adam Kszczot, sesto a Daegu, sceso a 1’43’’30’’ davanti al giovane etiope Mohammed Aman, che con 1’43’’37 sigla in un colpo solo il record nazionale e quello mondiale allievi. Quarto l’ex campione del mondo Alfred Kirwa Yego allo stagionale in 1’44’07’’ sul polacco Lewandoski anch’egli sui massimi livelli dell’anno con 1’44’’53. Da segnalare  che nella finale B è giunto terzo il giovane azzurro Giordano Benedetti con 1’47’’36 in una specialità che tanta gioia ha regalato ai colori azzurri con i duelli D’Urso, Giocondi, Benvenuti e Longo proprio su questo tartan.

Un meeting che ha visto oltre alla gara più attesa degli ottimi spunti post-mondiale con gli atleti a recuperare energie e fuso orario che latevano in quel di Zurigo. Nei 400 ostacoli donne si conferma la jamaicana Kaliese Spenser vincitrice a Zurigo , con il crono di 53’’60 staccando nettamente la russa Antyuck, seconda con 55’’05 e l’ucraina Rabcheyuk, rispettivamente bronzo e quinta ai mondiali, l’unica gara stagionale che la Spencer ha “bucato” conquistando solo la medaglia di legno. Quinta l’azzurra Manuela Gentili in 56’’52. Peccato per l’assenza dell’ultim’ora del argento iridato Melaine Walker.

Nel martello donne non ha rivali la neocampionessa iridata la russa Lysenko che con 75,58 mt sigla il record del meeting davanti alla cubana Moreno fermatasi a 72,94 e alla tedesca Klaas  (72,85mt) entrambe finaliste in Korea. Al maschile si conferma l’argento iridato l’ungherese Pars che scaglia l’attrezzo a 78,77 davanti a Nazarov del Tirgikistan che con 77,51 si prende una piccola rivincita sul nostro Nicola Vizzoni ,finalista in Korea, oggi terzo con 77,19 mt. Giù dal podio e non in condizione il campione europeo e bronzo di Daegu lo sloveno Kosmus.

Il giro di pista donne è vinto dalla jamaicana Williams, unica finalista iridata tra le partenti in 50’’81 davanti alla russa Firova 50’’97 e all’ucraina Yefremova terza in 51’’69. Da segnalare le due azzurre in gara con Libania Grenot quinta in 52’’17 per lei primato stagionale sottotono e settima Maria Enrica Spacca al personale in 52’’61. Non presente al via la migliore azzurra la bergamasca Marta Milani.

Il salto in alto vede la conferma di Antonietta di Martino, vincitrice in 1,96 alla terza prova e con tre nulli ai 2,00 metri già certa della vittoria sull’ucraina Styopina seconda con 1,93. Un campo di avversarie inferiore a quello del mondiale ma una vittoria e una buona chiusura di stagione e iniezione di fiducia per l’unica medaglia azzurra in terra di Korea.

Il salto con l’asta rivede per i colori azzurri l’astista Giuseppe Gibilisco che non smaldisce la delusione per la mancata partecipazione iridata fermandosi a 5,51 in quarta piazza nella gara vinta dal cubano argento mondiale, Lazaro Borges con la buona misura di 5,81.

Il salto in lungo è vinto con la misura di 6,84 dalla russa Zaytseva davanti alla transalpina Leuseur atterrata a 6,70. Terza la bielorussa Natassia  Mironchyk-Ivanova che tanto ha fatto discutere per la sua lunga capigliatura che le sarebbe costata l’oro iridato oggi ferma a 6,57. Deludono due bellezze della pedana la lituana Radeviza, medagliata a Daegu, con 6,48 quinta e la nippoamericana Funmi Jimoh settima a 6,32.

I 1500 donne vengono vinti nella gara A dalla marocchina Selsouli con 4’01’’04 davanti alla russa Martynova    4’02’10’’ e l’ucraina Mishenko al personale con 4’02’’79 solo sesta la spagnola Rodriguez. Al maschile netta conferma del fresco campione mondiale il keniano Asbel Kiprop, campione olimpico della specialità in carica, che con 3’30’’46 sigla lo stagionale mondiale e rifila ben cinque secondi al secondo classificato il neozelandese Willis (3’35’’52) un soffio davanti all’etiope Cheru (3’35’’71).

Il mezzofondo dà spettacolo nei 3000 metri  con soli atleti keniani e un etiope in gara, se consideriamo che il vincitore, Bernard Lagat è un keniano naturalizzato americano per matrimonio. Per lui vittoria in 7’32’’13 davanti a Chepkok (7’32’’38) e Longosiwa (7’32’’71). Quarto Tariku Bekele mai in luce questa stagione come il fratello Kenenisa che mestamente ha ceduto il trono in questo 2011, lui re e dominatore assoluto della pista e dei cross vittima oramai dal 2009 di infortuni.

La velocità uomini vede il successo di Walter Dix, due medaglie ai recenti mondiali, con 10’’02 (w +0,1) davanti al giamaicano Clarke 10’’06 e l’ex oro olimpico di Atene, ex dopato, il 29enne Justin Gaitlin terzo in 10’’08 ben lontano dai fasti di un tempo. Gli azzurri vedono al quinto posto Fabio Cerutti 10’’26 davanti a Simone Collio, sesto in 10’’32. Nei 200 prova di velocità per Lashawn Merrit, argento nei 400 in Korea e recentemente scagionato da un “bizzarro” caso di doping vincitore in 20’’13 davanti al norvegese SaidyNdure, di chiare origini nigeriane secondo in 20’’41. Finisce sesto il giovane azzurro Matteo Galvan con 20’’80.

100 metri donne con vento praticamente assente (-0,1) a pannaggio della jamaicana Calvert in 11’’09 davanti alla campionessa del mondo degli ostacoli Sally Pearson, 11’’24 per l’australiana impegnata in una prova di velocità diversa dal solito ovvero senza le bariere. Terza la bulgara di stanza in Italia Ivet Lalova con il crono di 11’’26.

Nei 110 ostacoli si conferma sui suoi livelli stagionali l’azzurro Abate, che con 13’’54 ( w -0,1) lima il personale e vince davanti agli statunitense Brown e Porter finiti entrambi a 13’’57. 

Nella foto ( Simone Proeitti)  il keniano Rudisha in occasione del suo record del mondo 2010 siglato il 29 agosto proprio a Rieti.

 

RISULTATI COMPLETI: http://www.rietimeeting.com/results/2011/re0110042.html

 

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