NOTTURNA DI MILANO: LA PIOGGIA LIMITA I BIG

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Di scena oggi nella storica cornice dell’Arena di Milano la 12° edizione della Notturna, meeting che come ogni anno si pone l’obiettivo di portare l’atletica internazionale in una città dove le attenzioni per la regina degli sport non sono sempre alte come dovrebbero.  L’organizzazione quest’anno è riuscita ad assicurarsi la partecipazione, oltre che di buona parte degli atleti italiani reduci dai mondiali, anche di atleti che proprio ai mondiali sono stati protagonisti assoluti. Il riferimento è per i campioni del mondo degli 800 Rudisha, dell’alto donne Chicherova e del triplo femminile Saladuha. Poi come ormai da diversi anni la Notturna vanta la presenza del celebre Oscar Pistorius, primo atleta paralimpico a partecipare ad un mondiale per normodotati.

C’erano anche dei propositi da record del mondo proprio per l’ottocentista del momento e forse anche per la Chiceherova che a Bruxelles ci aveva illuso, però proprio in mattinata il tempo atmosferico ha deciso di non  concedere quella proroga estiva che fino a sabato aveva scaldato Milano e il maltempo ha purtroppo condizionato appesantendo le prestazioni con temperature al limite dei 20° e umidità altissima.­

Proprio quando il meeting entrava nel vivo si è scatenato un vero nubifragio e da quel momento è stato davvero problematico portare a termine il programma gare. Fino a quel momento si era assistito ad una bella gara di triplo femminile, dove anche grazie al forte vento a favore (si salta contrariamente al senso di corsa in pista) sono arrivate delle misure interessanti. L’iridata Saladuha fa sua la gara con un ventoso 14.94 m precedendo la kazaka Rypakova con un ventoso 14.69 m. In difficoltà la nostra La Mantia che oltre a due nulli atterra oltre i 14 metri in una sola occasione; quarta con 14.07m.

Nella attesa gara di alto femminile, la Di Martino fatica più del previsto sulla pedana che le ha dato il record italiano nel 2007 e solo alla terza prova valica sia 1,90 che 1,93. Nel frattempo la fortissima Chicherova fa percorso netto e salta anche 1,96 alla prima e solo l’azzurra, che è così seconda, le può contendere la vittoria. Ma si vede che non è la giornata giusta per la campana e infatti i tre errori a 1,96 sono abbastanza netti. A questo punto la pioggia si fa pesante e la russa decide che può bastare così.

Unica gara in pista con sportflex asciutto sono stati i 100hs donne con una folta presenza italiana a testimonianza di una stagione davvero ottima per le ostacoliste azzurre. Unica “estranea” la fortissima ed espertissima Foster-Hylton che non ha problemi a vincere con un normale 13.09 (-1,2) davanti a Veronica Borsi 13.39 che a sorpresa precede la migliore italiana dell’anno la friulana Marzia Caravelli 13.43 che forse inizia a pagare una stagione davvero intensissima e che l’ha condotta ai mondiali.

In configurazione bagnata sono scattati gli sprinter dei 100m con favorito d’obbligo il giamaicano Ashmeade (giovanissimo e tra i protagonisti a Bruxelles con 19,91 sui 200), che in scioltezza batte tutti con un tempo alto 10.42ma inficiato da ben 3,4 m/s di vento contrario, secondo il britannico Fagen 10.57. Fanno quello che possono anche i nostri portacolori (c’erano i 3/4 della staffetta di Daegu ad eccezione di Tumi) con Cerutti terzo e migliore degli azzurri con 10.61 seguito di pochissimo da Riparelli con 10.65. Più staccati Di Gregorio 10.70 e Collio 10.77.

Si voleva attaccare la migliore prestazione dell’anno nei 1500 m uomini, ma sotto il diluvio l’impresa era davvero ardua. Il protagonista è Silas Kiplagat cui era stato tolto il ruolo di world leader per un solo centesimo in occasione del meeting di Rieti. La condotta di gara è davvero buona anche grazie al lavoro delle lepri, ma probabilmente lo sforzo è stato maggiore del previsto e l’obiettivo è sfumato di circa 3 secondi. Il tabellone dice 3’33.28. Al sesto posto l’azzurro Merihum Crespi che migliora il personale di 3 secondi scendendo ad un buon 3’39.32. Ritirato il naturalizzato serbo, ma italianissimo di nascita, Goran Nava.

Il maltempo si trasforma in vero nubifragio proprio quando sui blocchi si presentano i protagonisti dei 400 metri maschili, con un Pistorius in grande forma dopo un mondiale davvero positivo. Infatti l’organizzazione opta per fare riparare gli atleti qualche istante sotto una tensostruttura. In gara anche Tricca e Lorenzi, i due azzurrini in grande evidenza quest’estate agli europei junior. Favorito d’obbligo il sudafricano che si impone con il solito finale in un buon 45.97, seguito dal britannico Clarke con 46.29. Quarto Tricca con 47.01, mentre naufraga mollando sul finale Lorenzi.

In chiusura di manifestazione la pioggia lascia un po’ di tregua, quasi fosse un segnale in vista dell’800 metri che si deve disputare e da cui ci si attendeva l’acuto. Il favoritissimo Rudisha parte con falcate impressionanti seguendo la lepre che lo conduce al primo giro in 50.21 per poi lasciargli strada libera per gli ultimi 350 metri. Il keniano pare davvero in palla, anche se forse il record stasera era davvero impossibile, e fino a 150 metri dalla fine è in testa però tallonato dal sorprendente etipoe Mohamed Amman classe 1994 che sembra tenerlo. Il rettilineo finale è davvero emozionante e il giovane etiope passa Rudisha che reagisce ma non riesce a riprenderlo e finisce a sorpresa secondo per 7/100. Il tempo 1’43.50 è davvero interessante e per poco Amman non timbra il personale. Al primatista mondiale rimane l’amaro in bocca, ma forse in questo ultimo periodo ha gareggiato davvero tanto e le energie iniziano a diminuire. Nella gara dei fenomeni segnaliamo la buonissima prova nel giovane trentino Giordano Benedetti che si migliora fino ad un incoraggiante 1’46.32.

Il doppio giro al femminile vive un intenso finale, dopo un passaggio davvero forte ai 400 che vengono chiusi in 56.78, e le atlete che si trovano a lottare per la vittoria sono due keniane (Koech Cherono e Eunice Sum) e la cubana (Santiusti Caballero) che corre per una società italiana. La spunta Cherono con il tempo di 2’00.34, 22/100 meglio della connazionale. In gara anche l’azzurra Marta Milani che a fine stagione si concede un 800 metri dove quest’anno era stata capace di un buon 2’01.50.Purtroppo la bergamasca finisce staccata in 2’06.

 

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