COSENZA 2011, OPINIONI A CONFRONTO

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Come appare chiaro i Campionati Italiani di Cosenza hanno lasciato qualche scia controversa. Non sono stati dei campionati ordinari, scivolati nella routine; ma hanno fatto dibattere prima e dopo. Per di più hanno avuto il potere di far percepire realtà che sembrano agli emisferi opposti. Come potrete verificare da  due testimonianze che riportiamo qui sotto. La prima è stata pubblicata mercoledì scorso nel sito del Comitato Fidal della Calabria, non firmata La seconda è di Roberto BORTOLONI ed è circolata ieri via email tra gli atleti della Virtus Este. Lasciamo il tutto alle vostre personali valutazioni. 


Cosenza: Campionati Italiani Masters, un grande spot per l’atletica leggera

I
n un momento di crisi della società italiana e di uno sport monopolizzato dal calcio, che non lascia spazio e visibilità a tutti gli altri sport, si sono appena concluse a Cosenza tre giornate memorabili dedicate ai Campionati Italiani Individuali Masters della regina di tutti gli sport: l’atletica leggera. Campionati che saranno ricordati come quelli della solidarietà, accoglienza e perfetta organizzazione. Il clima estivo ha poi dato un tocco di calore in più che ha portato nella città e sugli spalti degli stadi tantissima gente.

Una kermesse che ha visto impegnati strenuamente tutti i membri del Comitato Organizzatore con in testa il Presidente del Comitato Regionale Calabro, Ignazio Vita, il presidente del Comitato Provinciale di Cosenza, prof Vincenzo Caira, tutti i membri degli altri Comitati Provinciali calabresi e l’importantissima e competente squadra dei Giudici di Gara di tutta la regione, i componenti del Comitato Regionale ed infine, l’esperta segreteria tecnica che hanno permesso la gestione automatica delle gare in maniera impeccabile, con il rispetto degli orari e delle premiazioni.

Cosenza ha messo a disposizione dei master italiani due stadi attigui, il San Vito ed il Campo Scuola, con il grande vantaggio di svolgimento contemporaneo delle gare di corsa e dei concorsi e di una comunicazione migliore tra gli addetti ai lavori. Una location unica, addirittura oggetto delle attenzioni dei massimi organismi internazionali dell’atletica leggera, che ne valuterebbero la possibilità di farla diventare sede di un Campionato Europeo nei prossimi anni. Un onore ed una occasione che non si dovrà perdere, soprattutto da parte delle istituzioni italiane più importanti che ne ricaverebbero grandi vantaggi.

Gli aspetti positivi di questa manifestazione sono stati sicuramente l’alto numero di atleti partecipanti (circa 2500 atleti gara) provenienti da tutte le regioni italiane, in linea con il Campionato di Roma dell’anno precedente e ciò nonostante il boicottaggio di alcune Società del Nord, in aperta polemica con la Fidal che ha inteso accorpare in via sperimentale il Campionato di Società con quello individuale. Chi non è venuto a Cosenza ha avuto torto ed ha comunque perso un’unica occasione per gareggiare al meglio dal punto di vista tecnico e trascorrere, incontrando gli amici di sempre, tre giornate di puro sport.

D’altra parte la Fidal ha lavorato molto per organizzare alla grande questo Campionato Italiano, assegnato per la prima volta alla Calabria dopo 34 anni dalla nascita del movimento. Lo stesso Ignazio Vita, ha più volte ripetuto come l’evento abbia rappresentato per lui ed il suo staff un vero esame di laurea, superato a pieni voti, da quanto si è assistito. Tutti hanno apprezzato i servizi messi a disposizione degli atleti ed accompagnatori: il sistema informativo in tempo reale, la zona verde per il riscaldamento, il catering, i punti ristoro, il funzionale servizio fotografico e poi tutte le belle iniziative gastronomiche e culturali di Casa Italia e della Cia.

Onore quindi a tutti i partecipanti compresi i nostri atleti più forti e coraggiosi che hanno anche raggiunto grandi affermazioni. Tutti hanno contribuito alla promozione dell’atletica leggera fra le nuove generazioni ed hanno ricordato, ove ce ne fosse bisogno che il vero sport è convivenza pacifica, amicizia, rispetto delle regole e soprattutto comprensione per quanti, da volontari lavorano ed organizzano.

Caro Roberto e cari amici della Virtus Este, 

al di là dell’inopportuna abolizione nel 2011 dei campionati italiani master di società, abolizione che abbiamo ampiamente discussa e assaporata e di cui abbiamo visti i risultati nella non partecipazione della Virtus Este in primis e di molte altre squadre. Al di là anche della palpabile diminuzione di entusiasmo, a Cosenza ho visto quello che descrivo di seguito.

Attese stralunghe e sballamenti epocali degli orari. Mi è capitato di entrare in camera d’appello alle 15,30 per il giavellotto e quindi di scaldarmi dalle 15. Ingresso in stadio alle 16 e svolgimento della una gara che dopo tre ore non era ancora conclusa, dato il gran numero di concorrenti di diverse categorie, fatti gareggiare tutti assieme. Gara che alla fine non ho potuto completare per dover passare al triplo, che a sua volta ha avuto un ingresso in stadio alle 18.30, con ben un’ora di ritardo sull’orario previsto ed è durata fino alle 20,30. I miei colleghi del triplo sono stati fatti attendere un’ora in un sottotribuna ristretto durante il ritardo accumulatosi a causa del sovrapporsi di altre gare. In conclusione una gran bagarre che ci ha visti tutti i triplisti over 55 (un gran numero, prima tutti assieme, poi divisi in turni alternati) dover saltare quasi a freddo per due ore ad intervalli di categorie.


Servizi igienici “vomitevoli” e non paragonabili ad altri come quelli di Firenze o dell’olimpico. Stadio malconcio, sporco e senza manutenzione. Ciliegina sulla torta, la premiazione del triplo per la mia categoria non volevano farla, ma rinviarla al giorno dopo (domenica), perché alle 21 (!) i fogli gara con i risultati non erano ancora arrivati.

Secondo me, hanno avuto buona volontà ad impegnarsi ad organizzare una manifestazione così importante a Cosenza. Lasciamoli autoincensarsi, ma la realtà organizzativa della competizione è quella che ho esposto. Infine, farei la somma (ma tralascio) degli atleti partecipanti, guardando l’elenco de i risultati: non credo che si arrivi ai 1500 ed oltre come riportato dalla Fidal Calabria.

Una nota positiva, in Calabria si mangia bene e si spende poco; ed anche il vino è buono. In più la gente è simpatica e tranquilla… Valeva la pena di andare in gruppo.

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