COSENZA 2011, IL PUNTO DI VISTA DI TRISTANO TAMARO

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Riceviamo e volentieri ospitiamo una lettera di Tristano TAMARO, l’ennesima testimonianza di quanto sostenuto da molti per sancire il giudizio complessivamente negativo (e ormai inconfutabile) sull’organizzazione dei Campionati Italiani a Cosenza. Crediamo che TAMARO abbia un’attendibilità indiscutibile, sia per l’esperienza maturata nel mondo delle gare masters, sia per la stima umana che ha sempre raccolto in questo ambiente e non solo. Per chi non lo sapesse l’amico Tristano è poeta di talento ed ha collezionato una lista impressionante di premi in concorsi di poesia. Crediamo inoltre sia necessaria una precisazione: la pubblicazione delle lettera di TAMARO non intende essere un accanimento contro il Comitato Regionale della Calabria e chi altro abbia concorso all’organizzazione dei Campionati di Cosenza. Vuole essere invece una battaglia per riportare a ragionevolezza e buon senso chi nella F.I.D.A.L. crede ogni volta di non dover rendere conto a nessuno dei propri errori.

“Sempre a proposito dei trascorsi Campionati Italiani di Cosenza tengo a riferire la mia testimonianza in merito a questo evento. Innanzi tutto ritengo che l’organizzazione di un Campionato debba rispettare i sacrifici e le giuste aspettative dei vari partecipanti, tanto più che per molti di essi è il coronamento di un anno di allenamenti ed è quindi nel suo svolgimento che spesso si ricercano i limiti personali e ancor più in questa occasione dalla duplice veste.

Riferisco ora le mie esperienze. Gli impianti molto belli e performanti avevano tuttavia carenze di manutenzione notevoli, sia nei posti a sedere degli spettatori coperti di polvere, sia nei servizi igienici inadeguati e senza pulizie adeguate, sia per l’inverosimile mancanza di cassonetti per i rifiuti che ha prodotto un vero cimitero a terra di bottigliette di plastica e quant’altro. Questo a detrimento di una festa di sport e amicizia di portata nazionale.

Lo svolgimento della mia gara dei 100 metri. Un’ora di intervallo tra il riscaldamento e l’ingresso allo stadio. Poi sollecitati ripetutamente a calzare in fretta le scarpe chiodate e sistemare i blocchi (pur con varie rimostranze da parte mia) siamo dovuti partire senza poter provare la pista nemmeno in un singolo allungo. Almeno da parte mia questo ha significato un avvio prudente e una condotta di gara che mal s’accompagna ad una gara di velocità producendo un riscontro cronometrico conseguente. Avendo cominciato a frequentare il mondo masters dell’atletica dal 1988 debbo dire che mai ho dovuto affrontare in siffatte condizioni una gara di velocità; né in Europa, America, Australia o Italia. 

Le staffette poi sono state il culmine di quanto io ho mai potuto osservare in fatto di disorganizzazione e confusione. Un’ora e un quarto 120 e più persone stipate nella call room senza direttive o con direttive discordanti; senza fogli gara in una vera bolgia che a ben vederla superava la comicità di alcuni film d’intrattenimento. 

Naturalmente organizzare una gara di questo tipo richiede molto impegno e professionalità, ma se nella mia categoria dei 100 metri eravamo una sola batteria ho partecipato a Campionati in cui le batterie erano ben otto, senza che questo provocasse ritardi di sorta. Vorrei sperare che, anche alla luce di quanto accaduto, non debbano mai più verificarsi situazioni di questo genere. 

I Campionati italiani Masters di Atletica leggera hanno ormai un’esperienza pluridecennale e di questo sarebbe bene farne tesoro onde evitare errori futuri e dare la dignità che merita al nostro movimento.”

Tristano Tamaro, 13/10/2011 

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