UN REGALO DI NATALE: L’A.N.A.O.A.I.

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Penso che per molti masters la sigla A.N.A.O.A.I. (www.olimpiciazzurri.it/) sia sconosciuta, eppure è, o dovrebbe essere, molto importante: Associazione Nazionale Atleti  Olimpici e Azzurri d’Italia. L’Associazione raccoglie tutti gli sportivi che abbiano indossato la maglia azzurra, vinto campionati nazionali, europei, mondiali di qualunque sport olimpico. Ovviamente, in primo piano vi sono gli olimpionici e medagliati olimpici. L’A.N.A.O.A.I. ha un suo statuto, abbastanza severo, riconosciuto dalla Giunta Nazionale del CONI in data 15 giugno 2006. I masters, sia della FIDAL che della FIN o dell’UCI ecc. ecc., sono un categoria di atleti riconosciuta sia dalle proprie federazioni fazionali, nel nostro caso dalla FIDAL, che dal CONI, dalla IAAF e dal CIO; quindi atleti a tutta e piena dignità ammessi all’Associazione.

ART. 3 – Requisiti per diventare SOCI

1. Hanno diritto di iscriversi alla Associazione quali Soci Effettivi:

a) gli Atleti che abbiano partecipato alle Olimpiadi o ai Giochi  Invernali o che abbiano indossato la Maglia Azzurra partecipando in rappresentanza ufficiale dell’Italia o che siano stati qualificati Azzurri dalle rispettive Federazioni sportive, comprese le Discipline Associate riconosciute dal CONI;

b) coloro che abbiano conseguito primati del mondo o continentali riconosciuti dalle Federazioni Sportive Internazionali;

c) gli Atleti che abbiano degnamente rappresentato l’Italia in competizioni sportive internazionali e che siano ammessi nell’Associazione “motu proprio” dal Consiglio Nazionale con delibera unanime.

d) gli Atleti che, pur non rispondendo ai requisiti precedenti  abbiano fatto parte ufficialmente delle rappresentanze nazionali partecipanti ai campionati mondiali od europei di categoria giovanili di età superiore ai 16 anni.

Faccio immediatamente presente che per converso e logica al punto d) del regolamento dovrebbe e deve valere anche per i master. L’ANAOAI ha dato dignità di socio ai giovani, che come i miei due figli sono stati “Azzurrini”, perché campione italiano allievo del salto in lungo il primo e del salto in alto il secondo; ed indossato anche la maglia azzurra delle loro giovani categorie; cioè prima della età assoluta. Quindi per converso e logica non dovrebbe esserci alcun problema fare soci anche i masters per e con età e valore “passati”.

Potrebbe però essere una lotta dura. Ovviamente non mancheranno i “bastian contrari”, ne l’indifferenza della nostra Federazione, indifferenza che ben conosciamo. Faccio presente che conosco diversi master diventati Soci dell’ANAOAI atleti del pentathlon moderno, del Curling, ecc, ecc. Personalmente sono dell’opinione che per essere noi stessi più credibili, i Campionati Mondiali, Europei e Nazionali vinti da un Master andrebbero visti e valutati anche sotto la luce  del fatto che in certe categorie master non vi sono più di 2-3 concorrenti. Questo sotto l’aspetto tecnico, mentre sotto l’aspetto morale ricordo che solamente i benestanti possono partecipare ai Campionati Mondiali o Europei a volte organizzati in fondo al mondo. Si potrebbero considerare come degni di diventare “Azzurri” i master che abbiano dei primati tra l’80% ed il 90%, del record mondiale come garanzia che presentiamo atleti masters di valore assoluto. Questo è solamente il mio pensiero.

I convivi ANAOAI sono sempre estremamente interessanti per i livelli di pensiero sportivo, quanto per le amicizie con grandi personaggi sportivi del passato. A me è capitato d pranzare con: Fiorenzo Zanella (campione mondiale del tiro con pistola); Gianfranco Darin (olimpico per l’hockey su ghiaccio); Livio Berruti (campione olimpico dei 200 metri nel 1960); Mario Armano (olimpionico del bob, mondiale varie volte e campione italiano lancio del disco Master M60 del 2011); Marisa Zambrini (campionessa di rally, di tennis e dirigente sportivo); Maurizio Cozzoli (nuotatore di gran fondo). Ero talmente felice di essere tra tanta gloria sportiva che per la prima volta in vita mia ho chiesto un autografo a Berruti, ovviamente. Lui comincia a scrivere “All’amico Carmelo con simpatia…” Poi si ferma, mi guarda scuote la testa per dirmi: “Cristo, che fusto sei ancora”; ed aggiunge: “…con ammirazione, Livio Berruti”. Resterà parte del mio “tesoro”.

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