A PROPOSITO DEI PREMI MASTER 2011

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Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo Felicetti la sua personale opinione con relative proposte e suggerimenti sui metodi di premiazioni master effettuate da Atleticanet e Fidal. 

A PROPOSITO DEI PREMI MASTER 2011( osservazioni e suggerimenti)

Di Vincenzo Felicetti

Se mi è consentito, vorrei fare un’osservazione molto personale relativamente ai criteri con i quali vengono scelti i migliori master dell’anno. Anticipo che ogni metodo può essere valido, condivisibile o no, ma che va accettato e rispettato in quanto  l’istituzione del premio è un fatto positivo : sia  Atleticanet con la rivista Correre, che l’ha inventato, sia la Fidal, che a ruota ha voluto riconoscere la categoria dei master di cui mi onoro di far parte,vanno ringraziati . I vincitori TUTTI,  sono meritevoli ed hanno la mia stima, ma , detto questo , mi sembra che un premio  riferito all’attività di un anno, in qualunque disciplina sportiva INDIVIDUALE non venga stilato in base alle scelte di una giuria o col criterio discrezionale, ma  in relazione ad una classifica che scaturisce dalla sommatoria dei punteggi conquistati dall’atleta nelle gare in calendario( da scegliere fra le più importanti)i. Faccio alcuni esempi eloquenti: il miglior tennista dell’anno è colui che è primo in graduatoria in seguito al totale dei punti realizzati nei tornei  vinti ; nel ciclismo il gran prix è vinto da chi ha ottenuto più punti  in seguito alle gare previste  durante tutto l’anno; nei sport motoristici, il campione del mondo che può essere assimilato al miglior pilota dell’anno è colui che in classifica è primo in base ai punti ottenuti in seguito alle vittorie ed ai piazzamenti ottenuti nell’arco delle gare in calendario. Nel calcio, invece, per eleggere il miglior giocatore del mondo, esiste la giuria e questo è più giusto, visto che esso è uno sport di squadra e le variabili difficilmente valutabili. Nell’atletica leggera esistono parametri inequivocabili: tempi e misure, primati, record e soprattutto medaglie di tre metalli pregiati. Non sarebbe meglio stilare una classifica analitica in base a punteggi realmente acquisiti che non scontenterebbe nessuno e che  non darebbe adito a dubbi sulla discrezione e su questa o quella giuria? Chi è in grado di dimostrare ad  esempio,  come in una GIURIA , scelta anche con scrupolo tra gli addetti( atleti master in attività etc), non ci siano coloro i quali pur votando con competenza, lo facciano anche  in base ai normalissimi umani sentimenti come  l’emotività del momento,la simpatia, l’antipatia, l’invidia e l’ amicizia? Ciò può spesso determinare scelte ingiuste e non in linea con i reali risultati acquisiti, soprattutto quando a contendersi la vittoria ci siano atleti in equilibrio di risultati.. Per la DISCREZIONE  vale più o meno lo  stesso ragionamento.

Pertanto  suggerisco quanto segue: La classifica  dei migliori master dell’anno dovrebbe scaturire dalla  sommatoria dei punteggi attribuiti preventivamente e conosciuti da tutti, ottenuti nelle  seguenti manifestazioni che ritengo più importanti: CAMPIONATI MONDIALI , CAMPIONATI EUROPEI E  CAMPIONATI ITALIANI SIA  INDOOR CHE OUTDOOR, CAMPIONATO DI SOCIETA’, RECORD  MONDIALI ED EUROPEI, PRIMATI ITALIANI EFFETTIVI AL COMPIMENTO DELL’ETA’, GRADUATORIE NAZIONALI.( Ovviamente si potrà obiettare sul numero e la tipologia delle manifestazioni da inserire in una specie di Gran Prix, ma il concetto non cambia)

Il punteggio, partendo da quello più alto dovrà andare ai primi tre di ogni campionato( ad iniziare dal mondiale e scendere alle altre  manifestazioni indicate. Un punteggio andrà stabilito per i record, riconoscendo a questi, comunque un valore  uguale o leggermente inferiore ad un primo posto ottenuto nei vari campionati di riferimento. Ciò perché, a mio avviso, un record può arrivare in qualsiasi momento dell’anno e può essere sempre migliorato: i titoli sono più sofferti, più difficili da raggiungere e non te li togli via nessuno..Infine un punteggio anche per i primi tre nelle classifiche riparametrate dei campionati di società e nelle graduatorie annuali nazionali in base ai tempi acquisiti.

Si potrà obiettare che anche i punteggi  che si attribuiscono sono a discrezione: vero, ma solo per la prima volta. Ritengo che se essi sono  dati in maniera equa ed intelligente , una volta noti, saranno accettati come regola e ognuno potrà verificare la propria classifica analitica e vedere premiati i propri reali meriti  senza l’ombra del dubbio.

Con ciò, non mi sento di avere in mano la verità : voglio solo fare una proposta e chiedo “perdono” se sbaglio nella mia valutazione. Rispetterò sempre l’operato e le scelte  di Atleticanet e della Fidal, anche se potrò avere motivi di non condivisione.

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