LA F.I.D.A.L. E VITTORIO COLO’

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Una settimana fa ci ha lasciato Vittorio Colò. La sua morte ha fatto decisamente notizia, tanto che gli sono state dedicate pagine intere sui principali quotidiani nazionali, fino a servizi con interviste di repertorio in alcuni telegiornali di grande ascolto. Sembra che tutti abbiano dovuto e voluto dare il giusto rilievo a questo piccolo-grande personaggio. Tutti meno uno: il sito delle F.I.D.A.L. su cui non una parola è stata spesa in sua memoria. Martedì scorso ho inviato un messaggio al Consigliere Francesco De Feo per raccomandargli l’uscita di una nota tra le news del sito F.I.D.A.L. ricevendo la risposta che già aveva provveduto a sensibilizzare della cosa l’addetto stampa della Federazione e un vicepresidente. E’ passata una settimana e per la nostra Federazione il fatto è scivolato in una plateale indifferenza. Nessuno forse da quelle parti legge i giornali e ascolta i telegiornali? Oppure Vittorio Colò non merita l’attenzione e la considerazione della Federazione?!!

Eppure qualcosa di significativo (molto) Colò ha fatto: è stato il portabandiera ideale del movimento master italiano, che non sbaglio a definire sia in questo momento il settore agonistico d’eccellenza nonché la principale componente dei tesserati F.I.D.A.L. Poi, questo deficit di comunicazione nel caso di Colò contrasta con i comunicati che anche recentemente sono stati dedicati nel sito federale ai decessi di parenti di alcuni consiglieri federali. Comunicati che darebbero il segno di una grande sensibilità, se almeno lo stesso metro fosse stato usato anche per Colò; e che invece provocano un certo sapore di piaggeria. La nostra Federazione appare sempre più “strana”; sempre più ritorta su logiche interne. Qualcuno potrebbe commentare che si tratti di uno spiacevole disguido. Però è l’ultimo di una serie di “incidenti” a danno dei masters. E soprattutto Vittorio Colò non meritava una tale indifferenza, perché di questo si tratta. Non rimane che dire, parafrasando una frase cinematografica: “continuate pure a farci del male…”

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