PRAMPOLINI E LA MASTERATLETICA AI C.D.S.

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E’ stato divertente. La nostra società era nata proprio per disputare i CdS, per riunire un gruppo di amici che abitano nella stessa provincia e che si impegnano per gareggiare e divertirsi. Io arrivo da fuori, ma mi sono integrato negli anni scorsi con facilità, il gruppo merita. Aveva già avuto esperienze simili, in una vita sportiva precedente, e sono comunque un’opportunità. Altre squadre hanno altri caratteri e altri modi di aggregazione. Ci sono le squadre con gli sponsor politici, le squadre di estrosi simpaticissimi, le squadre di mercenari, le squadre di quelli che ci credono ancora a 50 anni, e anche altre squadre tipo la nostra. Quest’anno la formula dei CdS è stato ripristinata come era gradita al popolo dei  master pistaioli  e così andiamo a Novara. Nella fase regionale siamo arrivati 7°, questo inverno nelle indoor eravamo arrivati 3°, ma pochi davano credito alla nostra società autogestita, con piccoli sponsor della piccola provincia.

 

 Partiamo al mattino, brutto tempo come da previsioni, gareggiare a fine settembre al nord è un rischio, andiamo subito in albergo a Oleggio, circa 20 km e poi in campo. Il tempo peggiora. Comincio la mia gara di salto in alto e cominciano i primi calcoli sui punteggi nostri e degli avversari. Ma arriva la pioggia e la gara viene bloccata dai giudici. L’organizzazione certamente avrebbe avuto dei margini di miglioramento: si sapeva da giorni della minaccia della pioggia, e siamo in pedana senza alcun riparo, tettoia, gazebo, i più previdenti hanno ombrelli. Copriamo i materassi e andiamo in tribuna. La pioggia smette, arrivano i gazebo, la gara ricomincia. E’ difficile saltare con la pedana bagnata, la temperatura è scesa a 16° e ricomincia a piovere. Mi arrampico in qualche modo a 1.45, a pari misura con il mio tradizionale amico avversario Piercarlo Molinaris: siamo sesti, ne abbiamo battuti parecchi, solo i mostri sacri e due mitici anziani ci hanno battuto. Credo di potermi dare un 8 per la prestazione in queste condizioni. Sono entrato in campo prima delle 3, ora sono le passate le 6, vado a farmi una doccia calda. Ben se ho un euro per acquistare il gettone per i 3 minuti di acqua, ai campionati italiani si paga l’acqua calda. Segno dei tempi.

Cerco di riprendermi e guardo le gare degli altri: salto in lungo femminile e triplo maschile sotto il diluvio, gli atleti si lavano la sabbia bagnata nelle pozzanghere della pista. Lanci scivolosi e scivolati, un quattrocentista che slitta a pelle d’orso nonostante i chiodi, riflettori fiochi e buio che avanza. I compagni di squadra portano a casa bei risultati: Capozzi decimo nel triplo, una belladoppietta nei 1500, Palma secondo e Pento quarto, Vanzo  ottavo nei 400, Dugatto nono nel giavellotto. Gli altri, Cattani, Zarantonello, Sella, Rizzato coprono bene le loro gare, anche se i risultati saranno scartati.  I primi risultati parziali della prima giornata ci danno all’8° posto, ma vanno corretti dai futuri scarti e non siamo preoccupati. Tutti si sono impegnati e siamo in tabella di marcia.

Andiamo a cena in centro a Oleggio e troviamo un simpatico ristorante pizzeria. Mangiamo bene e spendiamo poco. Con noi in albergo e al ristorante c’è Tarcisio “Ciccio” Venturi, ostacolistaevoluto in lanciatore, ora avversario, ma giusto un mio compagno di squadra nella vita sportiva precedente. A letto presto, domani bisogna andare in campo subito. Il campo è ancora bagnato e fresco ma poi la mattinata si aprirà e verrà un bel sole per un’altra bella giornata di sfide.

Io devo coprire i 200h, il mio compagno di squadra Lorenzo Muraro, che è tra i favoriti gareggia dopo, nella serie più forte e quindi provo a impegnarmi. La pista è dura, le gambe stanche dalla gara di ieri, non vado proprio. Con me ci sono Claudio Rapaccioni e Ettore Brolo, che mi scappano via subito, la giovinezza aiuta. Cerco di fare una gara regolare, arrivo a fatica agli ostacoli. Sento Mallardi che prova a superarmi, ma all’ultimo ostacolo non sia mai detto che perdo. Lo batto ma sono stanco, poca soddisfazione. Mi do un 6,5 per l’impegno non certo per il risultato.Subito dopo Muraro fa una bella gara e arriva terzo. Doccia calda, dopo l’esperienza del giorno precedente, cerco un’alternativa e da vero italiano approfitto delle docce gratuite della piscina adiacente, che poi verranno chiuse agli estranei, per troppa ressa.

Adesso me la godo, vado in tribuna, saluto gli amici e guardo le gare: siamo sesti e i miei compagni si scatenano. I risultati sono velocemente aggiornati dalla segreteria gare già col meccanismo di calcolo di questi campionati e si segue l’evoluzione quasi in tempo reale. Lievore il capitano arriva 17° nei 5000, ma poi si scatena il presidente: Rappo arriva primo, fa un bel 100 punti, complimenti come sempre per la grande prestazione, che risulta nettamente la migliore dell’anno nella sua categoria, erano due mesi che si preparava per la gara. Poi Palma negli 800 fa secondo, con Pento quinto. Gianoli porta il contributo con peso e il suo martello, sesto. Capozzi nel lungo arriva quindicesimo, ma le gare di ieri hanno lasciato scorie nelle gambe, i lunghisti fanno tutti prestazioni sotto le loro capacità. Giometto, Belotti coprono, ancora Vanzo il nostro direttore sportivo porta punti nei 200. Risaliamo, adesso siamo addirittura quarti, a un passo dal terzo posto. Si vedono avversari digitare preoccupati nei portatili, facendo proiezioni e ipotesi sui risultati finali, qualche corazzata rischia di naufragare e non si è ancora accorta degli scogli.

Si finisce come sempre con la staffetta 4×400, che come dicono gli inglesi è lo specchio della nazione, in questo caso della squadra / provincia: arriviamo terzi con Muraro, Vanzo, Cattani e Palma, e terza arriva la squadra. Ma allora, era vero che potevamo andare sul podio. Grande risultato! Festa sul podio, foto e abbracci anche con gli avversari. Vince la squadra di Castenedolo, meritatamente, con i miei amici coetanei Maino e Marchetti.  Via verso casa. E’ stato proprio divertente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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