MASTER: RAPPRESENTANZA E AUTONOMIA

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Nel numero di novembre della Rivista CORRERE attualmente in edicola c’è un ampio dispiegamento di pagine dedicate alla prossima Assemblea Elettiva della F.I.D.A.L. La redazione della Rivista ha in questo modo voluto far da portavoce del mondo master e della strada verso la prossima dirigenza della Federazione.
Si comincia con “Cara Fidal ti scrivo…” (pag. 138-139);
per proseguire con:
“Il ruolo del tecnico di atletica leggera” (pag. 140-141);
“Master: rappresentanza e autonomia” (pag. 142-143);
“Così si vota nell’atletica italiana” (pag. 143);
“Il popolo della corsa” (pag. 144-145);
“Arcipelago gare” (pag. 146-158);
“La parola allo sfidante” (149);
“Al presidente che verrà” (pag. 150-151).
Insomma, un buon motivo di comprare la Rivista per confrontarsi e semmai condividere le stesse idee. Dalla selezione degli articoli qui sopra segnalati vi propongo di seguito il mio contributo.

“MASTER: RAPPRESENTANZA E AUTONOMIA”

Segnali di insofferenza, per usare un eufemismo, sembrano sempre più caratterizzare i rapporti tra il mondo dei master e la F.I.D.A.L.

Questa parte dell’atletica italiana (oltre il 60% del totale dei tesserati) si sente emarginata dalla gestione dell’Atletica, quando non addirittura castigata con scelte che vanno esattamente contro le richieste della base. Regolamenti schizzofrenici, sedi e date dei campionati inadatte, assistenza insufficiente nelle manifestazioni internazionali, questi sono i capitoli che alimentano un malessere diffuso.

Eppure in questi anni i consiglieri nazionali che a vario titolo si occupano dei master sono diventati addirittura tre! La questione nasce, però, da quanto e come questi “delegati master” siano rappresentativi e, di conseguenza, se veramente sostengano le ragioni del settore di cui si occupano.

In più occasioni, da circa un decennio, sono emerse istanze scissionistiche, favorevoli ad una fuoriuscita dalla F.I.D.A.L. e alla costituzione di una Federazione dei Master ex-novo. Si tratta, a mio parere, di un’ipotesi che per varie ragioni resta irrealistica. Semmai c’è stato finora un’emigrazione di praticanti master ed amatori che hanno scelto di tesserarsi solo negli enti di promozione sportiva. L’impraticabilità della soluzione estrema, la scissione, non togliere però attualità e urgenza all’esigenza fondamentale di questo mondo, riassumibile in due parole: RAPPRESENTANZA e AUTONOMIA.

Prevale purtroppo il timore che l’assemblea elettiva F.I.D.A.L. in arrivo non modificherà le cose: si eleggeranno i consiglieri nazionali e a qualcuno toccherà la delega per i master, seguendo un criterio di spartizione che niente ha a che vedere con la rappresentanza sperata.

Se non è realistico aspettarci qualcosa di nuovo nell’immediato, è però lecito sperare che chi verrà a governare la Federazione nel prossimo quadriennio abbia l’intelligenza del dirigente sportivo lungimirante per mettere mano a una riforma interna, con tre cose da fare:

1) trovare per il futuro un meccanismo elettorale che dia finalmente la giusta rappresentanza a questo 60% della Federazione;

2) mettere mano subito ad una riorganizzazione interna istituendo un “Dipartimento Master”, con un gruppo di gestione dotato di una propria autonomia e di risorse adeguate;

3) costituire subito una “consulta master” composta da consiglieri nazionali competenti in materia e da rappresentanti di questo mondo non eletti tra i quadri federali.

Solo così si porterà finalmente equità nell’atletica master italiana.
Già, però servono dirigenti sportivi illuminati…

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