CI HA LASCIATO CARLETTO BOMBA

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Dal sito della F.I.D.A.L.: “L’icona del tacco e punta romano ci ha lasciati. L’11 dicembre si è spento, in quella capitale d’Italia in cui era venuto alla luce il 13 settembre 1921, Carlo BOMBA. Per mezzo secolo è stato raro non vedere alla partenza di una gara di marcia, nel nostro Paese, la sua piccola ma dinamica figura. Di quelle prove fu sempre combattivo animatore, anche se poi spesso soccombente. Si aggiudicò solo la Roma-Castelgandolfo del 1956, e 4 titoli regionali, ma salì spesso sul podio ai campionati italiani, nella stessa Roma-Castelgandolfo, nel Giro di Roma e in altre classiche. Vestì anche due volte la maglia della Nazionale, nel 1953 e 1954, in un doppio confronto di sola marcia tra Italia e Svizzera. Difese i colori di molte diverse casacche di gloriosi club dell’atletica romana: Andrea Doria, Pagliani, Capitolino, Monte Mario, Borgo Prati, Vigili Urbani, Acli-Atac, Marcia Club Centro Lazio. Solo da veterano tagliò più volte vittorioso il traguardo, collezionando 7 titoli mondiali e 8 europei nei masters. Anche nell’ultima fase della sua vita, quella non agonistica, una lunga seduta di marcia aveva continuato a caratterizzare le sue giornate, da autentico appassionato cultore del tacco e punta (che mai si era unito in matrimonio, dicono alcuni, proprio per aver sposato la marcia). Molti ne ricordano anche la simpatica apparizione nel film Mamma mia che impressione, con Alberto Sordi.” Marco Martini

 

Risalgono al 2007 le ultime gare di Carlo BOMBA quando prese parte ai Campionati Mondiali Master Stadia di Riccione-Misano Adriatico disputando la prova su pista dei 5.000 mt. e quella su strada dei 10 km. nella categoria degli M85. La sua esplosione come master avvenne soprattutto dopo lo scollinamento dei 60 anni, con prestazioni cronometriche sorprendenti considerata l’età. Nel 1987 a 66 anni fu capace di tempi che allora rappresentarono le migliori prestazioni mondiali M65: 25’31”5m  nei 5.000mt. su pista, 48’41”8m nei 10.000mt. su pista, 1°48’32” nei 20 km. su strada. Di Bomba va ricordato di essere stato grande amico di Abdom Pamich con il quale fin tanto che gli è stato possibile ha condiviso il piacere di marciare sulle strade romane. Nella foto Bomba ai Campionati Italiani Master del 2004 a Caorle.

Il suo palmares di titoli internazionali “stadia”:

MONDIALI
nel 1993 5.000mt. e 20 km. strada M70;
nel 1997 5.000mt. e 20 km. strada M75;

EUROPEI
nel 1992 5.000mt. e 20 km. strada M70;
nel 1994 5.000mt. e 20 km. strada M70;
nel 1998 5.000mt. e 20 km. strada M75.


Pubblichiamo volentieri la testimonianza di FABIO RUZZIER

E’ deceduto nell’ospedale a Roma Carletto Bomba, figura storica della marcia italiana dell’ante e dopoguerra. Il suo modo di marciare non era sempre stilisticamente perfetto. Era una caratteristica che però lo rendeva unico nel nostro mondo, perché lui ne era consapevole, ma mai si è lamentato se poi veniva squalificato. E’ ancora detentore di diversi record italiani e anche mondiali di categoria, oltre ad aver vinto diversi titoli mondiali ed europei tra i Masters. Mai sposato, con un carattere da bonaccione, ma con la grinta del “Romano de Roma” che lo rendeva estremamente simpatico a tutti quelli che lo conoscevamo bene.
Io, seppure ci separavano 800 km., ho condiviso per otto anni la sua stessa società (MC Centro Lazio di Roma di Giorgio Andreotti) ed abbiamo fatto insieme innumerevoli trasferte. Non dimenticherò mai la sua abitudine di rimpinzarsi fino allo stremo quando c’era l’occasione, dicendo che lo faceva perché durante la guerra aveva sofferto troppo la fame e da allora non poteva lasciare sul tavolo nemmeno una briciola, anche a costo di star male! E poi, quando qualcuno (allenatore o ex atleta, magari anche coetaneo) lo criticava, lui si sfogava commentando: “Lascialo parlà, tanto lo fà perché gl’è rode er culo…”
Ha girato diversi film da comparsa soprattutto con Alberto Sordi, tra i quali sicuramente quello che gli stava più a cuore era “Mamma mia che impressione”. In tutti i film faceva sempre la parte del marciatore (e forse proprio nei film era tra tutti il miglior stilista). 
Grande Carletto, ci mancherai! Ora però finalmente ti riposerai dopo una vita che da giovane non ti ha certo riservato soddisfazioni, ma soltanto tanti sacrifici e tribolazioni. Nonostante tutto con l’arte di arrangiarti sia nella vita che nello sport sei riuscito ad avere poi tante soddisfazioni, magari per altri piccole, ma per te invece grandissime. Purtroppo non potrò venire al tuo funerale, ma sappi che non ti dimenticherò mai, anche per i tanti consigli di vita che mi hai dato nell’arco degli anni in cui abbiamo gareggiato insieme; per la grinta giovanile che dimostravi anche quando di anni ne avevi quattro volte più degli altri; e per la semplicità che ti era cucita addosso.
Ciao Carletto, a nome di tutto il mondo della MARCIA!!!

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