APPUNTI DI VIAGGIO DI NANI PRAMPOLINI: ANCONA 2013

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Questo è un anno un pò particolare, impegni vari mi hanno distratto dall’atletica. E’ una passione, certo, ma non esclusiva. Il venerdì sera arrivo, comunque è un piacere ritrovare vecchi amici e trovarne di nuovi, anche se questa volta, tra condizioni generali e qualche assenza improvvisa che ci ha lasciato senza parole, non sono completamente concentrato su quello che vedo, e potrei aver visto cose diverse da quelle realmente avvenute… L’organizzazione delle gare qui in Ancona è come sempre ottima, gestire 1.300 appassionati su tutte queste gare è impegnativo, ma tutto fila complessivamente bene. I giudici sono cordiali e ci si saluta come vecchi amici; noi siamo i protagonisti di questo evento e loro i registi. Quando si chiede di provare ancora una volta gli ostacoli, non fanno problemi; quando si sbaglia lo stacco di un salto, ci aiutano a capire il perché . Vedo sempre con piacere Enrico Benes a capo dell’organizzazione Sigma, mio vecchio compagno di gare sugli ostacoli. L’ambiente è caldo e il ristoro all’esterno da vacanza al mare: linguine allo scoglio, frittura di pesce, risotto alla pescatora e anche cibo più adatto agli atleti, tutto di qualità.

La mia squadra, MasterAtletica di Vicenza, è sempre in alto sul rettilineo di arrivo, una bella macchia rossa. La moglie del presidente sovrintende e noi a turno gareggiamo e facciamo il tifo per gli altri. Siamo una piccola squadra di provincia, unita e abbastanza brillante. Il presidente Dario Rappo (MM65) infila una collana di tre ori con due primati italiani. Il suo inverno tranquillo al caldo ha dato i suoi frutti! Gli altri aiutano e arriviamo settimi: basta qualche assenza per decimare una piccola squadra. Mi sembra di vedere girare come una trottola Werter Corbelli (ex Capitan Schettino di Novara). Ha ristrutturato la ex-corazzata, adesso mi sembra di vedere più una galera a remi: “Ritmo medio”, “Voga di spinta”, “Ritmo di battaglia!” i suoi atleti si impegnano come gladiatori. Vedo il Mago arrivare bene, con la lingua di fuori nei 200, nella staffetta l’ultimo frazionista arriva dolente e lascia cadere il testimone. Vedo Bongo, la leggenda vivente, con un ginocchio da pensionato. Vedo sua maestà Marco Segatel con il fido principe Rolli Manfredini. Vedo Carmelo “la quercia” Rado. L’Olimpia arriva seconda, non male.

Vince di nuovo l’ ”Invincible armada” di Castenedolo, con i suoi velocisti e saltatori. Non c’è il mio amico Marchetti, ingegnere, architetto, triplista, musicista: chissà a quale attività si dedicava questo fine settimana. Non serviva, la superiorità è schiacciante. Vedo Virginio Soffientini, grande organizzatore di gare master, piccolo grande astista, ostacolista con margini di miglioramento. Terza è arrivata l’Athlon Bastia, ancora velocisti e saltatori. Bravi ragazzi, più amici che avversari. Vedo la staffetta 4×200 con Felicetti, Rossi, Rossetti e Marchesini che va a record italiano M65. Ovvio, sono fortissimi, con me al posto di Marchesini eravamo arrivati al bronzo in Europa come squadra italiana. Quarta arriva la Biotekna Marcon (quasi tutti ex San Marco), società molto organizzata, con grandi obiettivi; alcuni grandi amici, altri meno. Mi sembra di vedere che il carattere estroverso non sia una caratteristica dei veneti. Ho l’impressione che bisognerebbe saper accettare nello stesso modo vittorie e sconfitte.

 Altri amici vedo e cito a memoria, sperando di non sbagliare troppo: Mario Benati anima dell’AcquaAcetosa Roma, che rappresenta un luogo mitico per l’atletica italiana. Ero lì giovane studente di belle speranze quando si allenavano i grandi olimpionici del Messico: Frinolli, Gentile, Liani, Risi, Del Buono. Ero di nuovo lì, giovane professionista quando arrivò la generazione successiva: Grippo, Tilli, Pavoni, Cirulli, Capriotti. Un posto magico, pieno di energia. Vedo Viola, altri ricordi: i magnifici tre crescono. Vedo Ciccio Venturi, ex ostacolista, riciclato lanciatore, mio compagno di un’era geologica precedente. Vedo Franco Caltabiano, sempre pronto ad aiutare con i suoi aghi gli atleti in difficoltà, e questa volta tocca anche a me. Vedo Paolo Zadro, inossidabile partente, sempre primo a uscire dai blocchi, e mai una falsa.

E poi vedo le ragazze… In realtà era già un pò che le vedevo. Le altiste, che spettacolo: Ansaldi, Piconese, Passigato, Juri. Una più decisa dell’altra. Carla Forcellini doma ostacoli e asta, nonostante una forma non proprio perfetta. Vedo Anna Micheletti che sembra rinata, nei 200 una freccia. Mimma Mazzenga è mitica! Umbertina Contini litiga come sempre con i 200 metri.  Le squadre femminili di Roma prendono i primi due posti, ma il mio cuore è con le mule di Trieste. Non le conosco, ma mia madre veniva da lì: parlata dolcissima e atteggiamento splendido. Ancora Roma e poi Veneto in classifica. Rosa Marchi non si esibisce, però le sue compagne vanno fortissimo ora con i colori della Atletica Insieme New Foods Verona Non ho parole per descrivere tutte le storie, le confidenze, i confronti di questi due giorni pieni di sensazioni, di affetto, di interesse reciproco. E’ ancora un bel mondo. Se non si autoreferenzia troppo, c’è il modo di partecipare in maniera equilibrata. Vedremo se il prossimo anno porterà cambiamenti, potrebbe essere a Padova, per esempio. Conto di esserci di nuovo.

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