OTTAVIO MISSONI

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Era uno dei personaggi del mondo dell’atletica master pur non essendo tra quelli più in vista per risultati e titoli acquisti. Però il suo alone mediatico di stilista affermato e celebrato aveva una ricaduta non da poco su di noi. Quanti giornalisti hanno dedicato articoli e commenti alle nostre manifestazioni solo perché tra gli iscritti figurava Ottavio Missoni?! Eppoi quante volte siamo stati conosciuti dal grande pubblico televisivo perché in una delle sue varie intervista Missoni aveva il piacere di parlare del suo fare ancora oggi atletica. Di tutto questo gli dobbiamo grande riconoscenza e, nel dispiacere per la perdita di un amico, ci rammarichiamo di quanto ci mancherà anche da “ambasciatore dei masters”.

 

I ricordi però corrono soprattutto alle sue presenze ai campionati federali master, dove era inevitabile non notarlo, per la sua altezza e per quella sua andatura flemmatica che denotavano personalità e fare ironico. Era piacevole poi ascoltarlo nel suo parlare in cui abbandovano le sue espressioni dialettali giuliane, mai abbandonate in qualsiasi circostanza.

 

All’atletica master c’era arrivato all’inizio degli anni ’90, accasandosi nell’allora grande società dell’Amatori Masters Novara, che aveva come impagabile factotum Luigi Pezza; e dove Missoni si trovava in allegra compagnia di Vittorio Colò, Mario Riboni, Vincenzo Felicetti, Massimo Clementoni e tanti altri. A questa società è rimasto attaccato fino alla sua ultima presenza in pedana, a Cosenza per i Campionati Italiani Individuali l’1 ottobre del 2011.

 

Questi i titoli italiani master conquistati da Missoni:

all’aperto: salto in alto: M70 1993 – M85 2006, 2007; getto del peso M80 2001, 2003 – M85 2006, 2007, 2008, 2010 – M90 2011: lancio del disco M85 2010; lancio del giavellotto M80 2001 – M85 2006, 2007, 2008, 2010 – M90 2011

indoor: salto in alto M70 1992 – M85 2006; getto del peso: M80 2001, 2003, 2004, 2005 – M85 2006, 2007,2009, 2010 – M90 2011

 

Ripercorriamo ora la sua carriera da atleta di grande valore mondiale. Ottavio MISSONI si rilevò molto giovane, decisamente precoce, quando appena 16enne il 5 settembre del 1937 in una riunione internazionale a Milano taglio per primo il filo di lana dei 400 metri battendo in 48”8m contro 48”9m lo statunitense Elroy Robinson allora primatista mondiale delle 880 yards; sorprendente visto che prima di quella gara il ragazzo giuliano vantava un tempo 49”9m. Ci sarebbe da chiedere se un talento di queste dimensioni lo si avesse a disposizione con le moderne metodiche di allenamento!! L’anno succesivo fu di transizione e non fece meglio di 49”5m.; ma partecipò 17enne ai Campionati Europei venendo subito eliminato.

 

Il 1939 Missoni tornò a progredire e nella memorabile gara a Milano in cui Harbig e Lanzi arrivarono appaiati sul traguardo in 46”7m (record europeo) lui giunge terzo in 47”8m., tempo che resterà la sua miglior prestazione sui 400 piani e che lo porrà al 29° posto nel ranking mondiale dell’anno, ma 1° come under-20. Quell’anno conquistò anche il suo primo titolo italiano assoluto a cui aggiunse anche il trionfo alle Universiadi.

 

Arrivarono gli anni della guerra e Missoni ebbe modo ancora di gareggiare nel 1940 (400 piani in 47”9m) e nel 1941 quando debuttò 20enne sui 400 ostacoli, vincendo il titolo assoluto e arrivando al promettentissimo tempo di 53”3m., che pareva aprirgli prospettive assolute nel panorama mondiale della specialità (2° nel ranking mondiale stagionale). Invece la guerra gli portò via gli anni migliori in senso atletico.

 

Nel 1947 Missoni (ormai 26enne) ritornò all’agonismo dopo i lunghi anni sul fronte africano, con la prigionia che lo debilitò non poco. Disse di essere rientrato “perché non ho un soldo”, ma di lì a poco con Giorgio Oberweger aprì un laboratorio per la produzione di tute, l’inizio di una carriera imprenditoriale straordinaria. Ad ogni buon conto quell’anno rivinse subito a Firenze il titolo tricolore dei 400 ostacoli in 53”6m (8° posto nel ranking mondiale) e relegò alle spalle l’emergente Armando Filiput.

 

E veniamo al 1948 con le Olimpiadi di Londra. Lì Missoni arrivò senza una preparazione specifica, perché i tecnici erano intenzionati a fargli correre solo la staffetta 4×400. Superò il primo turno; ma durante la semifinale la sua situazione apparve compromessa: alla finale accedevano i primi tre e all’inizio del rettilineo finale Missoni si trovò quarto, ma rimontò il terzo e sul traguardo lo battè per pochi centimetri con il paritempo di 53”4m. Il giorno dopo in finale uscì quinto dall’ultima curva, ma si scompone e terminò 6° in 54”0m. Questo fù l’anno anche del suo quarto e ultimo titolo tricolore (3 sui 400 ostacoli e 1 sui 400 piani) e del suo record di sempre sugli ostacoli fissato a 53”1m l’1 luglio a Firenze (17° posto nel ranking mondiale).

 

Nel 1949 decollò l’astro Armando Filiput che prevarrà in tre dei quattro confronti agonistici con Missoni, lo precedendolo anche nel ranking italiano con 53”4m a 53”5m. Vennero poi i Campionati Europei nel 1950, i secondi ai quali partecipò Missoni. Quella invece rimase per sempre la gara della vita di Filiput, che li vinse con il nuovo record italiano di 51”9m, mentre Missoni in quella finale finì 4°. Comunque il nostro concluse la stagione ripetendo il suo best-time di 53”1m. I due anni che seguirono furono tracciati nel segno dall’ormai inevitabile declino, anche perchè il trentenne Missoni ormai era proiettato verso altri obiettivi che lo portarono ad essere conosciuto in tutto il mondo. Nel 1951 segnerò 53”8m e nel 1952 54”4m.

 

Nel 1960 la Nazionale Italiana alle Olimpiadi di Roma vestì le tute firmate “Missoni”.

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