APPUNTI DI VIAGGIO DA ANCONA 2014

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Nono anno consecutivo in Ancona, siamo a nostro agio, conosciamo bene i dintorni e l’efficienza del palazzetto. Questa volta andiamo a dormire a Jesi, interessante paesone a poca distanza da Ancona. Come sempre l’obiettivo è una bella trasferta divertente per la nostra squadretta di provincia (Masteratletica Vicenza) e possibilmente qualche bel risultato individuale. Arrivo venerdì sera direttamente dal lavoro, non riesco ancora a togliermi questo vizio. Il nostro presidente Dario Rappo ha appena terminato di vincere facile il primo, dei suoi tre titoli, sui 3000. La trasferta comincia bene. Sabato mattina andiamo al palazzetto: qui si svolgono le gare per noi appassionati di atletica leggera, ma viste da un altro piano, si assiste a una continua serie di scene della commedia umana.

 1° scena: Entra Papa ed esce Cardinale

Sabato mattina, mi preparo per il salto in alto, gareggio sia a titolo individuale sia per la società: obiettivo un risultato che dia un buon punteggio per la squadra, dal punto di vista personale sono all’ultimo anno di categoria e non penso di poter ottenere granché. Con il mio tradizionale amico-avversario Piercarlo Molinaris, altro vecchio del gruppo, ci divertiamo a fare il pronostico: noi siamo gli outsider, “i giovani” appena entrati in categoria SM60 sono i favoriti. Prevediamo per noi un quarto-quinto posto. Alcuni hanno gareggiato ieri nel pentathlon, con grandi risultati. Però sappiamo bene che la gara di salto in alto nella prova individuale è diversa rispetto alle prove multiple. Il giorno dopo, con cinque gare sulle gambe, la stanchezza si sente e si sente anche la tensione per un titolo italiano, per quanto master. Iniziamo e le asticelle cominciano a cadere come pere mature. Il primo ad abbandonarci è il nuovo amico Eglis Venturin, bravo a gareggiare, ma evidentemente a corto di preparazione. Poi Massimo Massimi, avversario dei vecchi tempi, ventralista da oltre 2 metri ai suoi tempi d’oro, lupo di mare abbronzato, non ritrova la leggerezza di un tempo. Il dottore, Franco Caltabiano, sempre disponibile ad aiutare amici e avversari con la sua agopuntura, non riesce a ripetere la prestazione del giorno prima e si siede in panchina, affaticato. Adesso cade Roberto Napoli, altro reduce del pentathlon. Restiamo in quattro, due giovani e due vecchi, Francesco Povero, l’arrembante Roberto Parolin, il Molli ed io. Inaspettatamente Molinaris sbaglia a 1.45 e anche Povero. Io e Parolin riusciamo entrambi alla terza prova. A 1.48 non passiamo: vado dai giudici per capire il piazzamento, da decidersi in base agli errori complessivi. Siamo pari, i giudici dicono: Spareggio! Si comincia con quarta prova a 1,48. Molinaris mi dice: “Tieni alto l’onore dei vecchietti”. Io eseguo, salto 1.48 e Parolin no. Alè, un altro titolo italiano per me, veramente inaspettato. Mi siedo in panchina ridendo e guardo i superman SM55. E’ una grande sfida tra ventralisti di eccezione. Emanuel Manfredini (Rolly the Straddler) e Hubert Indra (il Bionico). Rolly è malandato, il ginocchio di stacco non è a posto, come per tutti i ventralisti di alto livello; perfino Hubert soffre il dopo pentathlon. Vince Rolly con 1,69 a 1,66. Andremo tutti a Budapest e farò il tifo per loro, grandi aspirazioni per entrambi. Mentre sono in panchina viene a salutarmi Mario Biagini, oramai starter internazionale, grande appassionato di atletica. Grande stima reciproca, ha cominciato quando io finivo di fare l’atleta assoluto; è cresciuto in capacità ed esperienza, adesso è un punto di riferimento del gruppo giudici. Per quanto mi riguarda, considerando la mole del lavoro che i master richiedono, direi che i giudici siano tutti da elogiare e ringraziare.

2° scena: Giochi senza frontiere

Relax in tribuna, assisto alle gare dei miei amati ostacoli. Nella mia categoria SM60 non partecipo, per scelta tecnica. Il favorito Hrovatin pure è assente, a questa età è difficile partecipare a questa specialità così impegnativa. Vince bene Stefano Scalia, amico e consueto avversario. In gara anche un personaggio che forse pensava di partecipare a Giochi senza frontiere. A ogni ostacolo rallenta e lo scavalca da fermo: queste sono proprio le cose che rovinano la nostra categoria. I giudici non lo fermano, non ha compiuto nulla formalmente contro il regolamento, non prende neanche un punto, ma ottiene la medaglia di bronzo. Penso che bisognerebbe reintrodurre i minimi per le medaglie, almeno 500 punti da tabella, per evitare spettacoli del genere.

 3° scena: Maghi e folletti

Siamo ai 60 piani, e tutti affascinati dai due grandi vecchi over-95, Giuseppe Ottaviani che vince e Ugo Sansonetti: vedere gente ancora in grado di correre a questa età è un grande esempio per tutti. Negli SM55 arriva primo il Mago, Massimo Clementoni, altro grande amico, e fa la magia di vincere per millesimi sugli avversari. Si ripeterà più facilmente nei 200 la domenica. Nei 60 metri SM50 grande sfida tra il Folletto (Mario Longo) e Full Metal Jacket (Alfonso De Feo). Il Folletto si presenta con calzamaglia verde fluo, maglia rosso fuoco, berretto coordinato e occhiali da sub: quando vedi uno così sai già che arriverà primo o ultimo: lui ovviamente primo, con un tempo da sfidare il mondo dei parietà.

4° scena: Pelle d’orso sulla pedana dell’asta.

Adesso tocca a me, Pramp 2014 1per scelta tattica della società farò il salto con l’asta, come si dice per coprire la gara. Il mio compagno di squadra è noto per il carattere estroso, come tutti i veri astisti. Inoltre nella mia categoria siamo solo in cinque, di cui due bravi e tre meno: vorrei provare a prendere il bronzo. Sono velleitario, non è la mia specialità, la zarina, Carla Forcellini, grande astista, mi presta una sua asta adatta per saltare 3,50, leggera e flessibile, ma a me pare un palo della luce. Salto 1,80 per avere una misura valida e poi passo direttamente a 2,00. Litigo con la rincorsa e al secondo salto inciampo con i chiodi; mi abbatto clamorosamente sul sintetico, mi sbuccio gomito e ginocchio sinistro, batto leggermente con la testa e il giudice gentilissimo mi dice: “Ha ancora 35 secondi per saltare, non è nullo”. I compagni di gara m’incitano, non so neanche dove sono, torno indietro e riprovo a saltare all’ultimo secondo utile con gli applausi di accompagnamento. Ovviamente non riesco. Provo ancora, ma la mia gara finisce qui. Il mio compagno di squadra, Roberto Dugatto SM65, ottiene un buon 2,35 e il quarto posto. Vado a farmi disinfettare le abrasioni dalla gentile dottorina di servizio e decido per la cena subito. Sono in campo oramai da dieci ore. La gara continua, Carla appena passata SF55 ottiene un ottimo 3,00, record augurale per i prossimi mondiali di Budapest. In albergo verifichiamo la classifica della squadra, oltre alle defezioni annunciate, i due velocisti che sarebbero potuto essere punti di forza di questi campionati s’infortunano e non riescono a concludere neanche la prima gara. Queste sono situazioni consuete per noi che cerchiamo ancora di ottenere il massimo dal nostro fisico. Le gare sono comunque coperte da altri compagni di squadra. La domenica vado in tribuna per fare lo spettatore e il fotografo. M’intrufolo in campo per fare foto ai miei amici giovani astisti: Hubert Indra SM55 (il Bionico) vola a 3,60; ma soprattutto negli SM50 Declan Goretti e Marco Mastrolorenzi  volano leggeri in un fantastico duello sopra 3,70.  

 5° scena: Finale andante allegro

Torno in tribuna e Pramp 2014 2mi tirano con un filo di lana. Il triplista-lunghista Sergio Capozzi è affaticato, ha preso un bel bronzo e mi chiedono di fare una frazione della seconda staffetta. Il richiamo è troppo forte e decido immediatamente di fare l’attore e non lo spettatore. Le staffette sono sempre una festa; ci ritroviamo amici e avversari per l’ultimo impegno. I punteggi sono oramai consolidati, dopo 11 gare i distacchi sono tali che non cambieranno dopo questa gara. La nostra staffetta migliore aveva già stabilito due record italiani, ma qui i migliori sono infortunati; impegno massimo come sempre, ma risultati per questa volta medi. La mia staffetta è una SM55; siamo tre serie, 10 squadre. Nella prima i “canarini” dell’Olimpia Rimini fanno il record italiano di categoria, ma il Mago conosce molte cose e dice: “Durerà sette minuti”. Noi siamo nella terza serie e si corre tranquilli, portiamo il testimone al traguardo, arriviamo ottavi su dieci. Nella nostra serie c’è la staffetta di Full Metal Jacket e subito battono il record dei “canarini”. Così è la vita, cercare sempre di migliorare. La classifica finale vede in testa le tre corazzate, Virtus Castenedolo, Olimpia Rimini e Romatletica. Poi ci siamo noi Masteratletica, corvetta della piccola provincia, grande risultato; seguire le cacciatorpediniere (o galee) dei mercenari ex Serenissima, Atletica Biotekna, poi Fratellanza Modena e Voltan Martellago. Rivincita a Jesolo a settembre per i C.D.S. all’aperto.

Per tutte le scene e le persone che non ho citato, vorrei ricordare almeno alcune delle ragazze per cui faccio il tifo: la mitica Mimma Mazzenga, Susi Tellini, Gigliola Giorgi, Emanuela Baggiolini, Mirella Giusti, Anna Micheletti, Titti Piconese, Chiara Ansaldi, Inge Zorzi.

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