ANCONA 2015: APPUNTI DI VIAGGIO DI NANI PRAMPOLINI

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Dieci anni in Ancona, ma questa volta non gareggio. Ho appena fatto una revisione al tendine d’achille destro e quindi non sarò in campo. Non resisto, mi faccio dare un pass da fotografo, voglio essere anch’io sul sintetico e non in tribuna. D’altra parte scrivo questi appunti di viaggio e faccio foto per passione: contatto Pino Scorzoso e Luca Cassai, mi faccio supportare da Werter Corbelli e Gerardo Vaiani-Lisi e mi danno la pettorina gialla. A questa età non ho voglia di farmi cacciare, giustamente, dai giudici perché non posso entrare in campo. In questo modo posso partecipare all’evento, ma anche rendermi conto di tutto il movimento master. In tribuna c’è Roberto Frinolli, grande atleta e per me, allenatore, compagno di gare, istruttore, ma soprattutto maestro in campo e nella vita, un modello di riferimento. Con lui commentiamo queste gare. Il movimento master è certamente interessante, l’obiettivo della salute ottenuta con lo sport e il divertimento è di sicuro importante. Lo scimmiottare le gare assolute e il pavoneggiarsi di medaglie della parrocchietta appaiono invece un pò ridicole per chi ha partecipato a Olimpiadi o anche solo a attività assoluta a buon livello. La sfide tra vecchi avversari ormai amici e i ritrovi enogastronomici danno valore a questi ritrovi. Giusto per precisare il mio pensiero: bisognerebbe reintrodurre uno standard per le medaglie, che dire, almeno 800 punti a tabella di punteggio compensata. 

Ero arrivato al venerdì tardi, il lavoro è ancora un vizio, in tempo per una pizza, con la moglie del mio presidente, Dario Rappo. Non riusciamo a vedere la sua gara, arriva secondo nei 3000, e sentiamo anche i risultati del pentathlon. Il pentathlon è una gare tecnica, agile, divertente da fare, ma richiede preparazione: in ogni caso chi vince gli ostacoli, la prima gara, poi vince il complessivo. Grandi risultati come sempre da Hubert “Bionic” Indra (M55); e anche da Ercole Sesini (M60) avversario negli anni del servizio militare. Gigi “non mollo” Vanzo (M50) riesce ad arrivare secondo per 2 punti, dopo un 1000 alla morte.  Nelle ragazze eccelle Ingeborg Zorzi (F65), wonderwoman.

Il sabato vedo gli amici gareggiare, partecipo correttamente nei limiti di un fotografo imparziale, e annoto. Qualche caduta dei nostri amici più forti: Sesini rinuncia per congestione, Indra perde negli ostacoli, Piercarlo “molli” Molinaris arriva terzo per 2 centimetri nel lungo, Rolly “ straddle” Manfredini perde da un ritrovato (che bello!) Marco “surfer” Mastrolorenzi, che fa anche il record italiano di  alto M55 togliendolo a Indra. Giusto 10 anni fa l’avevo fatto io, ma i record sono fatti per essere battuti. Tullio “il mulo” Hrovatin vince gli ostacoli di mestiere. Gianni Becatti (nella foto) fa uno straordinario record del mondo nel salto in lungo M50 e mostra cosa vuol dire la tecnica giusta e stare ancora bene. Nella velocità Mario “folletto” Longo è fantastico come sempre, berretto e occhiali compresi. Max “il mago” Clementoni vince tranquillo alla sua maniera. I giudici fanno un lavoro egregio, le serie di corsa dentro e fuori, i concorsi veloci, tutto contemporaneamente nel piccolo anello. Stando dentro cerco di non dare fastidio, mi sembra che il meccanismo funzioni alla grande. Guardo con ammirazione Luciano Acquarone che da 85enne fa risultati che un ventenne deve essere almeno un po’ sportivo per riuscire a fare. Tra le donne record nelle gare di velocità dalle eterne ragazze che crescono e continuano: Ruggeri, Martinelli, Fassi, Contini, Egger 3 gare 3 primati, Rita Del Pinto nella marcia. Ragazze vi amiamo tutte.

Alla sera partecipo alla cena organizzata da Correre per premiare il miglior master dell’anno, maschile e femminile. Premiati Becatti e Ruggeri, la serata, non molto frequentata, è comunque piacevole per lo scambio di idee attuali e di ricordi passati. Giorgio Mario Bortolozzi, detto “Mari” dalla Fidal, ci fa morire con i suoi racconti. Con Pino Scorzoso si commenta che sono 10 anni che l’impianto è aperto, ed è diventato il punto di riferimento dell’atletica indoor italiano. E anche i master hanno il loro spazio, tanto che l’anno prossimo ci saranno di nuovo gli Europei Indoor.

La domenica arrivo con calma in campo, non sono costretto alle solite alzatacce da atleta per gareggiare alle 9. Questo anno nelle corse hanno messo prima i giovani, poi gli anziani. L’anno prossimo s’inverte, così non ci sono favoritismi. Certo che far correre 150 atleti nella velocità vuol dire almeno 25 serie e quindi necessariamente muoverli come pecore da tosare, avanti il prossimo, i meccanismi da meeting internazionali sono tutti diversi. Qui vedere gli sprazzi di qualità tra la quantità non è facile. Vedo Enzo Marchetti sempre grande triplista, che si prepara per imprese dell’altro mondo. Il mio compagno di squadra Simone “bocia” Zarantonello, dopo la squalifica di ieri per invasione di centimetri, oggi fa un’altra bella gara, regolare questa volta. I ragazzi imparano. La manifestazione vale anche come Campionati di società e l’attuale Virtus Castenedolo è sopra a tutti di una spanna. Quest’anno vince anche nelle donne, en plein, complimenti! L’Olimpia Rimini prova ad opporsi con poca convinzione. Noi, MasterAtletica di Vicenza, riusciamo ad arrivare quinti per la voglia di concludere nonostante infortuni vari. Questo ritrovo di amici è sempre molto piacevole, soprattutto se lo si inquadra nella maniera giusta. Spero di riuscire a partecipare di nuovo nelle prossime occasioni, a partire da by CM” href=”#”>Cassinoalt.

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