LA RIVISTA CORRERE CELEBRA LUCIANO ACQUARONE

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Nel numero del mese di aprile della Rivista CORRERE, in edicola nei prossimi giorni, la redazione ha voluto celebrare il ritorno alle gare di Luciano ACQUARONE. A pagina 7 Francesca GRANA gli dedica questo pezzo nell’Editoriale 2.0, dopo aver verificato quale interesse abbia riscontrato la notizia sulle prestazioni di ACQUARONE negli spazi online della rivista.

Cronaca di un fine settimana invernale denso di appuntamenti sportivi, tra acuti azzurri nelle maratone, primi trail dell’anno, ultimi atti della stagione in sala. Social media diary, corre da qualche, tanti, mesi a questa parte. Facebook (CORRERE), Twitter@correremagazine) e instagram@correremagazine) per essere “sempre sul pezzo”, come direbbero i nostri fan, pardon follower più giovani. E nonostante media giovani per un pubblico (relativamente) giovane, quel week-end a spopolare è stato il post su Luciano Acquarone.

“Aggiornamento dai Campionati Italiani Master: 85 anni e non sentirli. Dopo 4 anni di assenza è tornato alle gare Luciano Acquarone: 3000 m in 14’57”, nella categoria M85, che gli vale il miglior risultato tecnico della giornata. Debuttò in nazionale a 41 anni. 19 titoli mondiali master tra mezzofondo e maratone, specialità dove ha disseminato record-riferimento. Uno su tutti: 2:38’ a 60 anni.”

Per parlare in “facebookese”, 12.364 persone raggiunte, dalla data della stesura di questo articolo. Contro le 10.036 del secondo posto di Daniele Meucci alla maratona di Lake Biwa, le 4.358 del debutto di Stefano La Rosa alla maratona di Treviso, le 4.514 del Triangolare indoor juniores di Lione, le 4.154 della Race for Race di Modena cui era presente Valeria Straneo e le 668 dell’Eridano Adventure Trail. Trecentotrentanove “Mi piace”, 85 condivisioni e, soprattutto, 39 commenti. Concorrenza sbaragliata. Il post su Meucci, che anche in questo caso è quello che gli si avvicina di più, si ferma a 259-33-3.

Un mondo, quello virtualmente sociale, Correre apr15caratterizzato dalla rapidità di fruizione, dall’autoreferenzialità e, purtroppo, dal sensazionalismo a discapito del ragionamento, siamo stati felici di vedere quanti di voi abbiano preso a cuore il caso di Luciano, il suo ritorno alle gare e i suoi tempi sensazionali, se giustamente calati ne contesto di appartenenza. Non solo, quanti di voi abbiano deciso di dedicare qualche secondo di tempo sempre più prezioso a commentare la vicenda, a renderla ancora più viva grazie al vostro interessamento e alla vostra partecipazione.

* “Queste persone sono il vero orgoglio italiano! E basta!” Sentenzia lapidario Roberto P.

* “Persone che meriterebbero l’immortalità” rincara Veronica M.

* “Che bell’esempio per quei quarantenni che si sentono già vecchi” sottolinea Anizio d.S., suffragato dall’onestà di Giorgio C., che ammette “Con e come Acquarone non ce ce la farò mai. Mi batteva da ultraquarantenne quando io avevo vent’anni…”

* “Mi inchino a tuoi “tempi da fantascienza”, le parole di Cristiana C. e Vincenzo C.

* “Un meraviglioso esempio di sport e di vita” che “bisognerebbe portare nelle scuole per educare i ragazzi allo sport” concordano Massimo A. e Mario R., riassumendo il pensiero condiviso di tutti voi che avete preso parte alla discussione.

I big affascinano, i record del mondo entusiasmano, ma forse, ci fate capire, e per questo ancora una volta vi ringraziamo, che sono le storie a scaldare il cuore.

Se non bastasse Daniele Menarini a pagina 9 nell’Editoriale 3.0 torna sul nostro eroe.

L’uomo ha quasi ottantacinque anni e i capelli da vecchio ragazzo. Capelli lisci e radi, ma ancora luminosi, variazioni d’argento a grigio senza “sfumature”, perché la vita non le ha consentite. Da un pò la flebite al polpaccio gli concede tregua e dalla foresta della memoria il richiamo della pista ulula che è tempo di tornare. Parte la mattina presto dalla sua casa che guarda il mare ligure di Ponente, davanti a Porto Maurizio (IM), Destinazione: Ancona. La valigia è già pronta dalla sera prima, il bagaglio consueto di un semplice e un saggio: una via di mezzo tra il poco e il niente. Treno: Imperia-Genova. Genova-Milano, Milano-Bologna. Qui Trenitalia si è già “fumato” tutto il margine tra una coincidenza e l’altra. Il Bologna-Ancona sta per partire. Bisogna correre. Servirà come pre-riscaldamento. Arriva, infatti, al palaindoor marchigiano in tempo per cambiarsi e schierarsi al via dei 3.000 m che completa in 14’57”33, poi per coprire, nelle giornate successive, i 1.500 m in 6’56”81 e gli 800 m in 3’35”19, tutti tempi che valgono il record italiano della categoria SM85. Così, dopo quattro anni di assenza, è tornato alle gare Luciano Acquarone.

Inoltre, nel numero di questo mese CORRERE dedica altre quattro pagine (da pag.100) di commenti e risultati dei Campionati Italiani Indoor Master del 27-01 marzo scorso. 

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