IL TESSERAMENTO MASTER IN ITALIA NEL 2015

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Sono stati diffusi i numeri della F.I.D.A.L. sul tesseramento nel corso del 2015 e la prima osservazione è sicuramente positiva, perché c’è stato un altro consistente incremento dei master arrivati a 88.217 unità. Si temeva che continuasse l’inversione di tendenza del 2014 (81.209 unità), quando c’è stato un calo di quasi mille tesserati master rispetto al 2013 (82.172 unità).

Questo parrebbe dimostrare che il popolo atletico degli over-35 abbia digerito l’incremento delle tariffe, senza migrare massicciamente verso gli enti di promozione sportiva. Difficile dire quanto su ciò abbia inciso l’introduzione della “Runcrad”. Comunque, rispetto al precedente massimo registrato nel 2013, a fine del 2015 c’è stato un aumento del 7,3%.

Nel complesso questa macrofetta della “torta Fidal” quanto pesa? Prendiamo due dati di riferimento differenti. Per la Fidal i tesserati in totale nel 2015 sono stati 191.629, compresa la categoria non agonistica degli “Esordienti”; e in questo caso i “Master” sono stati il 46,0% di tutti i tesserati. Però se affiniamo l’analisi e più correttamente escludiamo dai conti gli “Esordienti”, allora sul totale i “Master” passano al 58,0% di tutti gli agonisti. Una valanga parrebbe inarrestabile, che caratterizza sempre più la nostra Federazione. E la popolazione master quanto porta alle casse della Fidal con il tesseramento? I “conti della serva” dicono 1milione e 764mila 340 euro. Quanti vengono destinati al Settore Master? Pochi, troppo pochi! Qualcuno dirà “discorsi vecchi” …ma più che mai attuali. Da ormai troppi anni continuiamo a sostenere che nel Bilancio Fidal, tra le uscire, andrebbe specificata la voce Settore Master; ovvero il “portafoglio” (non simbolico) da assegnare ad un organo interno preposto, che opera con un relativa autonomia. Quanto dovremo aspettare ancora?

 

Serie storica ventennale (1996-2015) dei Tesserati Master e il loro peso relativo

Serie mastr 96 15

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I conti sui “Master” contengono al loro interno due realtà in parte, per così dire, scollegate: 1) il mondo dei runners su strada; 2) quello dell’attività in pista. Il primo è macroscopicamente prevalente (negli 88mila master) e verso di esso la Fidal si sta muovendo, in particolare con il progetto “Runcard”: a) per riprendere e rinsaldare il suo controllo ecumenico; b) ed anche perché è un’area di business da mettere meglio a reddito, per le casse federali o di un organo esterno ma controllato dalla Fidal.

Un altro aspetto finora non sondato è quanto effettivamente pesi “la pista” sul Settore Master. Periodicamente la Federazione può constatare l’apporto dei “pistaioli” con le abbondanti medaglie conquistate nelle manifestazioni internazionali ed il relativo prestigio internazionale per l’atletica italiana. Mettiamo assieme qualche dato del 2015 per avvicinarci a una cifra verosimile:

– 1.044 master (tra uomini e donne) hanno corso almeno una volta i 100 metri

– 1.562 master hanno corso almeno una volta all’aperto i 1.500 metri

– 375 master hanno gareggiato almeno una volta all’aperto nel salto in alto

– 795 master hanno gareggiato almeno una volta all’aperto nel getto del peso.

Azzardiamo una cifra: in Italia circa 10/11mila atleti master hanno partecipato nel 2015 all’attività su pista.

 

      Composizione per Categoria dei Tesserati Master 2015 (con il dettaglio dei nuovi tesserati)

Split cat. 2015

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