LA DINAMICA DEI TESSERATI FIDAL DAL 1996 AL 2015

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Sul sito della FIDAL è stata data molta enfasi ai dati parziali del Tesseramento 2016, che mostrerebbero un sensibile incremento sul 2015. Però già lo scorso anno c’erano stati numeri in aumento. Proprio sui dati definitivi del 2015 abbiamo posto la lente d’ingrandimento riscontrando varie “verità” anche di segno opposto, alcune che decisamente contraddicono l’ottimismo generalizzato sullo stato di salute della Federazione.

L’analisi statistica dei dati sul tesseramento della FIDAL è fondamentale per inquadrare in quali direzioni stia muovendo lo sport dell’atletica leggera in Italia. Perché, se all’apparenza i dati aggregati fanno credere che la Federazione sia vitale, con cifre che negli ultimi anni sono in crescita. In verità all’interno delle diverse categorie agonistiche e all’interno dei diversi ambiti di attività (pista, strada etc.) esistono andamenti in parte divergenti. Nel 2015 i tesserati sono stati complessivamente 193.007, il dato più alto degli ultimi vent’anni: erano 134.085 nel 1996; sono scesi al minimo del periodo di 120.659 nel 2002, per poi risalire fino al picco attuale. Un indice di salute? Non esattamente. Perché già ad una prima analisi si scopre che a crescere sono le componenti alle estremità della popolazione atletica, ovvero gli “under-12”e gli “over-35”, che corrispondo alle categorie “Esordienti” e “Master”.

 

Tab 96 15

 

I dati della categoria “Esordienti” sono moltiplicati in un ventennio, dai 7.878 del 1996 fino ad arrivare ai 39.405 del 2015 (+400%). Una spinta decisiva a questa straordinaria performance è stata indotta dalla Federazione che ha portato dai 10-11 anni l’ambito di tesseramento all’attuale 06-11 anni. Su questa componente vi sono però visioni differenti, perché molti addetti ai lavori la considerano e la definiscono “non competitiva” e quindi non ancora inquadrabile in senso agonistico. Però ormai sono molto diffuse le manifestazioni agonistiche che ospitano l’attività degli “Esordienti”, impegnandoli in prove a tutti gli effetti agonistiche. C’è poi il percorso tutto in crescita delle categorie “Master” arrivati nel 2015 a 88.176 tesserati, quando nel 1996 erano stati 29.475 (+199,1%).

Al contrario i dati che riguardano il Settore Assoluto (le quattro categorie dai 16 a 34 anni, composte da “Allievi”, “Juniores”, Promesse” e “Seniores”) ha patito un andamento complessivamente in calo o quanto meno stagnante nella storia della Federazione degli ultimi vent’anni, passando dai 32.288 del 1996 ai 30.884 del 2015 (-4,4%). Ancora più negativo e preoccupante è il dato che riguarda la somma delle categorie giovanili “Ragazzi” e “Cadetti” (12-15 anni): i tesserati sono diminuiti dai 38.083 del 1996 ai 32.688 del 2015 (-14,2%).

E’ successo che nel ventennio 1996-2015 la popolazione della FIDAL s’è trasformata in modo, per così dire, anomalo rispetto ad una visione tradizionale della Federazione; quella che concepiva l’atletica in senso strettamente agonistico: partendo dall’adolescenza (“Ragazzi” e “Cadetti”) con un percorso progressivo di sviluppo fisico e delle prestazioni sportive proiettato verso la categoria “Seniores”. Nel 1996 la fascia d’età 13-34 anni raggruppava 70.371 unità e pesava per il 52,5% di tutti i tesserati; mentre nel 2015 s’è passati a 63.552 unità con una quota scesa al 32,9%.

Tirando le somme siamo di fronte ad una Federazione che ha modificato quello che potrebbe essere definito il proprio profilo sociale. All’interno della FIDAL oggi oggettivamente si opera in maniera corposa da un lato nella formazione motoria di base (gli “Esordienti”); e dall’altro nell’attività fisica di mantenimento di una popolazione sportiva adulta (i “Master”, la corsa su strada soprattutto). Ciò non ostante resta una Federazione che nella struttura operativa e negli indirizzi di spesa del bilancio continua a coltivare il suo primo e più antico obiettivo: trovare e formare atleti per le Olimpiadi e per i Campionati Mondiali.

Tuttavia che i tempi siano cambiati è percepito anche all’interno della macchina federale. Non è casuale la svolta con la costituzione della società “FIDAL Servizi” destinata anche e probabilmente sempre più a progetti speciali che esulano dall’agonismo in senso stretto. Molto esemplificativo è il Progetto Running e la RunCard, su cui stanno convergendo cospicue risorse umane ed economiche, alla conquista di tesserati in età decisamente adulta e moderatamente agonisti. A ciò va aggiunta la svolta delle società di base che stanno dedicandosi sempre più al “mercato dell’utenza esordienti”, visto in maniera ormai esplicita come un’area di introiti per la casse sociali e di sostentamento dei propri tecnici.

 

Composizione Tesserati FIDAL per Categorie – Anno 1996

Torta 1996

 

Composizione Tesserati FIDAL per Categorie – Anno 2015

Torta 2015

 

C’è poi da osservare un andamento differente tra la componente di sesso dei tesserati. Nella FIDAL quella maschile è stata da sempre preponderante, molto più che non in altre federazioni come il volley o il nuoto. Nel periodo in esame la presenza femminile era nel 1996 del 29,7% se presi a riferimento tutti i tesserati; e del 38,6% se considerata la fascia delle categorie da “Ragazze” a “Seniores”. Dal 1996 al 2015 le donne tesserate sono cresciute da 39.845 a 63.706 (considerando tutte le categorie); e da 27.164 a 28.250 nel macrogruppo da “Ragazze” a “Seniores”. Ora le donne pesano per il 33,0% di tutti i tesserati (erano 29,7%); e nel macrogruppo da “Ragazze” a “Seniores” sono passate dal 38,6% al 44,9%.

E’ invece preoccupante il dato maschile dello stesso macrogruppo, perché c’è stato un decremento del 9,7% (da 70.371 a 63.552). La falla, per così dire, va individuata nella somma di “ragazzi” e “cadetti”, scesi da 38.083 a 32.668 (-14,2%).

Torneremo a trattare l’argomento con una ulteriore analisi delle categorie giovanili e master.

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