CAMPIONATI ITALIANI 2019: CONSUNTIVO LUCI E OMBRE

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Mettiamo in archivio anche i 39esimi Campionati Italiani Master che hanno prodotto un consuntivo di 1.995 atleti-gara (1.372 uomini e 623 donne, effettivamente scesi in pista) contro i 2.004 (1.395 uomini e 609 donne) dello scorso anno ad Arezzo. Numeri positivi? Intanto quest’anno c’era la possibilità di partecipare fino tre gare per giornata e questo ha un poco favorito i numeri consuntivi del 2019. Però la perplessità maggiore è legata alla particolarità dell’anno in corso: lo stimolo rappresentato dai Campionati Europei Stadia di Jesolo avrebbe dovuto mobilitare una partecipazione ben maggiore. C’è la sensazione che qualcosa si stia inceppando nel “giocattolo master” e la Federazione dovrebbe fare un’opportuna riflessione per tempo.
 
 
Intanto tra i presenti (e immaginiamo tra i tanti assenti) il disagio della data di effettuazione dei Campionati è stato avvertito più che mai. Il primo week-end di luglio espone inevitabilmente a temperature proibitive, in orari che farebbero insorgere anche gli atleti “assoluti”. Da anni in fase di composizione dei calendari dal mondo master viene chiesta attenzione su quest’aspetto; ma nelle stanze federali sistematicamente non c’è un concreto ascolto. Insomma prima vengono sistemati tutti gli altri campionati estivi e in coda resta quello master. Là dentro si permane nella convinzione che i master siano molto “adattabili”. Peró a Campi Bisenzio sono stati molti a lasciarsi andare ad uno sfogo come: “…un altro anno non vengo…”.
 
 
Poi c’è l’aspetto della sede prescelta e dell’organizzazione. A Campi Bisenzio il Campionato è stato comunque portato in porto… Va riconosciuto che la società locale ha dimostrato molta buona volontà e impegno. Tuttavia la lista dei dettagli inadeguati relativamente all’impianto e alla gestione della manifestazione sarebbe lunga. In sostanza un Campionato Italiano (anche master) nel 2019 pretende un livello tecnico-qualitativo superiore. E dopo gli altri episodi dei campionati master 2019 si ripropone molto urgente la valutazione preventiva delle sedi a cui sono assegnati i campionati.
 
 
Passiamo invece al commento prettamente agonistico. L’impressione che questa edizione sia stata complessivamente in tono minore viene in estrema sintesi dal numero dei nuovi records italiani messi a segno: solamente 5, quando normalmente si aggirano tra 12-15. Non solo, anche le prestazioni con cui sono andati assegnati la gran parte dei titoli hanno mostrato valori in calo. Ma i master italiani non dovrebbero essere “molto carichi” in previsione dei Campionati Europei?!!
 

 
Vediamo in dettaglio chi sono stati i protagonisti della tre giorni a Campi Bisenzio. Venerdì due atleti hanno fatto scintille negli “ostacoli lunghi”. Maria Costanza MORONI (23/03/1969, Ermenegildo Zegna) alla sua prima uscita sui 300 ostacoli da SF50 ha stampato all’arrivo un roboante 49”18 con cui ha sostituito nella lista dei records master Erika NIEDERMAYR capace di 50”73 nel 2012. Per lei buone ci sarebbero prospettive da podio se deciderà di essere in gara a Jesolo. Poco dopo le ha fatto eco Sante GALASSI (25/07/1969, La Fratellanza 1874) che con uno straordinario assolo nei 400 ostacoli SM50, per forte vento contrario sul rettilineo d’arrivo, ha chiuso in 58”47 e ha così ritoccato il suo stesso record italiano di 59”17 segnato lo scorso 19 maggio. A corollario della specialità c’è stato anche il record italiano SM70 sui 300 ostacoli di Rudolf FREI (23/11/1948, Sportclub Merano) capace il questa sua nuova esperienza tecnica di correre il 53”70. Un altro record dei cinque riscritti a Campi Bisenzio l’ha realizzato la 62enne bolognese Angela PACHIOLI (05/05/1957, Atl. Santamonica) che è diventata la prima over-60 italiana a correre il giro di pista in meno di 1e10, esattamente 1’09”51. Il quinto record è scaturito forse dalla gara più avvincente dei Campionati, il salto in alto SF50, dove le tre libellule della Virtus Castenedolo si sono date più che mai battaglia: ha vinto Chiara ANSALDI (30/04/1954) con 1,54 (record eguagliato), su Monica BUIZZA (30/04/1966) che con 1,51 ha stabilito l’age-record F53, ma stessa misura anche per Stefania ROSSETTI (1967). Per il resto si sono distinti in particolare due “killer” delle gare che assegnato maglie tricolori. Il solito Alfonso DE FEO (1964, Libertaletica) ha fatto tripletta questa volta nella categoria SM55 sui 100, 200 e 400 metri. L’abruzzese Domenico CAPORALE (1964, Daunia Running) è stato implacabile (nei finali) e instancabile (sul passo) conquistando i titoli SM55 nell’ordine di 5000 metri, 1500 metri e 3000 siepi.
 

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