NON C’E’ DUE SENZA TRE E NON C’E’ QUATTRO SENZA CINQUE

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In quello che sembra più essere un Talent Show che una Federazione, ecco arrivare il “Manifesto dei Volenterosi”. Un documento multifirma che annuncia la presenza di una folta coalizione sportivo-politica a sostegno di? Non si sa!

Facciamo mezzo passo indietro e riprendiamo il discorso. Eravamo rimasti a quattro candidati più o meno dichiarati in corsa per la presidenza federale. Poi arriva il documento che non ti aspetti (si fa per dire) che ufficializza la presenza di una cordata di nomi a sostegno di un programma elettorale di circa cinque pagine.

Clicca qui per scaricare il file pdf: [https://www.atleticanet.it/download/manifesto-dei-volenterosi/]

L’aspetto nuovo rispetto alle altre quattro uscite di cui abbiamo già parlato è che questo documento inverte i termini del discorso. C’è il programma ma non c’è il candidato presidente. Gli altri semi-candidati, di contro, non hanno presentato un programma.

Ma è più importante il programma o il candidato Presidente? E’ nato prima l’uovo o la gallina? La risposta che mi viene da dare è: l’importante è non fare la frittata.

Basta battute perché l’argomento è serio. La vita federale e le strategie che si produrranno nei prossimi anni saranno quelle che definiranno il peso della nostra amata Atletica all’interno del panorama sportivo italiano e all’interno dell’atletica mondiale. In altre parole molto del destino del nostro sport dipende da questo giro elettorale. Non voglio creare allarmismi ma il momento è delicato. La IAAF sembra abbia sterzato verso una strategia che scimmiotta i giochi sportivi ovvero produzione e consumo (rapido) di spettacoli a sfondo sportivo. I valori dello sport non interessano più. E quindi via la 50km di marcia che non diverte e chissà cos’altro ancora… un martello con fuochi d’artificio? Le siepi che si muovono random?

Nel mondo dobbiamo contare di più, come dobbiamo contare di più prestativamente e culturalmente nella nostra Italia sportiva dove si paga l’allenatore della prima categoria di calcio ma non si paga il tecnico specialista che allena atleti azzurri. Tutto normale…ma anche no.

Torniamo ai candidati e al documento. E’ evidente che il numero delle firme, pur non rappresentando un numero maggioritario né essendo un documento vincolante (poi uno vota quello che vuole), di certo ridefinisce gli equilibri delle forze in campo. Più che altro, viene da chiedersi se questa aggregazione politica (in America la definirebbero una lobby) verrà ceduta ad uno dei candidati orfano di programma oppure se il gruppo al suo interno vorrà produrre un ulteriore candidato alla presidenza.

Questo documento conferma e rafforza la convinzione che molti candidati già palesatisi, faranno un passo indietro o sceglieranno di collaborare. Ulteriormente, e qui torno su toni più leggeri, conferma ancora una volta che sommando la percentuale dei voti di ogni candidato presidente attuale + il gruppo, si arriva come al solito a quella ridicola percentuale del 250/300% che ogni volta si registra in fase pre-elettorale.

Sarà un 2020 interessante. A questo punto per stuzzicare ancora di più il nostro mondo, servirebbe una bella modifica statutaria che consenta un eventuale terzo mandato al Presidente in carica e un nuovo rimescolamento delle tante carte già sul tavolo.

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